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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Niente piazza per Stefano Salmè il 25 aprile, arriva il divieto ufficiale della Questura

Il provvedimento è stato emesso questa mattina. Salmè: «Sarò comunque presente come privato cittadino»

Prima c'era stato un divieto informale, adesso arriva quello ufficiale. Il Questore Cracovia - ai sensi dell'articolo 18 del Testo unico sulla pubblica sicurezza - ha emesso il provvedimento. 

Il comunicato della Questura

«Considerato che la contestuale presenza alla manifestazione della ricorrenza della Liberazione del 25 aprile di singoli o gruppi, con posizioni apertamente contrastanti, possa causare turbative allo svolgimento della cerimonia, con riflessi negativi sull’ordine e la sicurezza pubblica, nella mattinata odierna il Questore della provincia di Udine ha vietato a “Risorgimento Sociale Italiano-Fiamma Nazionale” di Udine di partecipare alla cerimonia, ai sensi dell’art. 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza».

Il testo dell'articolo 18 del Tulps

I promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore.

È  considerata pubblica anche una riunione, che, sebbene indetta in forma privata, tuttavia per il luogo in cui sarà tenuta, o per il numero delle persone che dovranno intervenirvi, o per lo scopo o l'oggetto di essa, ha carattere di riunione non privata.

I contravventori sono puniti con l'arresto fino a sei mesi e con l'ammenda da € 103,00 a 413,00.

Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle riunioni predette prendono la parola.

Il Questore, nel caso di omesso avviso ovvero per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo e può, per le stesse ragioni, prescrivere modalità di tempo e di luogo alla riunione.

I contravventori al divieto o alle prescrizioni dell'autorità sono puniti con l'arresto fino a un anno e con l'ammenda da € 206,00 a € 413,00.

Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle predette riunioni prendono la parola.

Non è punibile chi, prima dell'ingiunzione dell'autorità o per obbedire ad essa, si ritira dalla riunione.

Le disposizioni di questo articolo non si applicano alle riunioni elettorali

LA REAZIONE DI SALMÈ.  «Questa mattina mi è stata notificata una diffida formale ad personam, con la quale mi si vieta di partecipare alla cerimonia pubblica del 25 aprile. La decisione è illogica, illiberale e priva di ogni fondamento giuridico. Viene negato ad un Segretario nazionale di partito, ad un candidato Sindaco, il diritto di essere presente ad una ricorrenza pubblica. Dovrebbero in primo luogo insorgere le opposizioni, perché se oggi tocca a me subire uno sfregio alla mia libertà politica, domani potrebbe toccare a chiunque. Ma dovrebbero insorgere anche tutti i sinceri democratici di ogni colore politico. Siamo al paradosso che in una ricorrenza dove si festeggiano i valori di libertà e democrazia, questi valori vengono confiscati con un provvedimento ad personam. È la prova che quando governa la sinistra la libertà finisce.Giunti a questo punto rispetterò il provvedimento nel quale si fa riferimento ad una mia presenza in quanto Segretario nazionale di Fiamma Nazionale e mi limiterò, da privato cittadino, senza neanche la bandiera tricolore (anche quella ci è stato detto essere una provocazione) ad essere presente in una pubblica piazza della nostra città».

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