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Giù dalla sedia! E' ora di ripartire

Giornata densa di coincidenze e di significati per la regione, il Friuli e il Distretto della sedia. Franco Di Fonzo, presidente del Cluster Arredo: "Ora dobbiamo solo rimboccarci le maniche e ripartire"

Distretto della sedia al centro dell'attenzione mediatica friulana per due episodi distinti ma, ovviamente, in qualche modo collegati fra loro. Un destino beffardo che ha visto protagonisti di questa mattinata, addirittura a distanza di poche ore l'uno dall'altro, due simboli della nostra provincia, uno del passato - la sedia- e uno del presente – il Catas: a San Giovanni al Natisone con le prime ore dell'alba è divampato un incendio che ha coinvolto il maggiore istituto certificazione in Europa; a Manzano, invece, è iniziata la demolizione della grande sedia, simbolo di un distretto di vent'anni fa.

SAN GIOVANNI: Le prime stime del rogo al Catas, struttura che collauda e certifica oggetti di arredo nel settore del legno-arredo, parlano di danni ingenti. Fortunatamente non ci sono feriti, ma le fiamme hanno letteralmente distrutto uno stabile di 2mila metri quadrati con dentro il laboratorio di analisi del centro ricerche. Il lavoro dei pompieri, tutt'ora in corso, arrivati con 5 mezzi sul posto, ha però permesso di isolare l'area in fiamme e di evitare che la situazione peggiorasse.  Il Catas, lo ricordiamo, è una società privata. L'azionista di riferimento è la Camera di Commercio di Udine,  mentre altri soci sono Confindustria, ConfArtigianato, Api e Federlegno. Presidente è Bernardino Ceccarelli e amministratore delegato è l'ingegner Angelo Speranza, fondatore dello stesso. 
MANZANO: Con 24 ore di anticipo la grande sedia ha iniziato ad essere smantellata e smaltita. Dopo 20 anni, il grande monumento, simbolo della capitale della sedia e di un'epoca oramai superata, capitola per raggiunti limiti di età. Alta 20 metri e dal peso di 22 tonnellate fu costruita a metà degli anni '90, per volontà di Promosedia.

"La sedia è/era solo un oggetto, non un simbolo", spiega Franco Di Fonzo, presidente del Cluster Arredo Fvg, a commento del suo smaltimento. "Fosse stata fatta dai faraoni sarebbe ancora in piedi - aggiunge-. E' stata fatta per durare una ventina d'anni, lo si sapeva.  Ma oggi il nostro pensiero – sottolinea Di Fonzo – non va alla sedia, ma va al Catas. Uno dei nostri fiori all'occhiello. Punta di eccellenza d'italia e del mondo. Ricordo che più del 50 % dei suoi clienti è estero. Ora – rimarca –, Regione Fvg e aziende devono rimboccarsi le maniche e ripartire. Anche il Cluster farà la sua parte. Se ci diamo da fare subito mitighiamo il danno. L'importante è non perdere tempo. Da domani – conclude Di Fonzo – il primo progetto d ev'essere rimettere in piedi il Catas”.  

Al presidente di Fonzo si aggiungono le parole di solidarietà e positività del direttore del Cluster, Carlo Piemonte. “Il nostro pensiero e la solidarietà di tutti va per prima cosa ai colleghi e al cda di Catas per questo incidente. Sono certo che ci si rimetterà presto all'opera per ricostruire, così come è stato fatto per il distretto, che in questi ultimi anni ha saputo rialzarsi e ad avere i dati di nuovo in crescita. Il comparto - conclude - sta crescendo e la missione dev'essere sviluppare il sistema arredo. La sedia era solo un simbolo vecchio”. 

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