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La stazione dei treni di Tarvisio

La stazione dei treni di Tarvisio

Gita di classe diventa un incubo per 45 studenti di Torino, ma a Tarvisio trovano gli angeli custodi

Fermi per ore al freddo della stazione di Tarvisio, due classi di un liceo torinese riescono a tornare a casa grazie all'aiuto dei poliziotti di Tarvisio

Un autista di corriere nel giorno di riposo, un capotreno lasciato solo e alcuni poliziotti di Tarvisio. Sono questi gli angeli custodi che una comitiva di studenti di Torino vuole ringraziare per avergli permesso di superare le difficoltà di un viaggio di ritorno dall'Austria che si stava trasformando in un incubo.

La storia

Ogni anno due calssi quinte del liceo Gioberti di Torino partecipano al programma del Ministero Austriaco "Una settimana a Vienna", un modo per apprendere viaggiando, che la scuola ha sempre appoggiato. Anche quest'anno la 5^ E e la 5^ L hanno intrapreso il lungo viaggio in treno che li ha condotti fino alla capitale austriaca. Quello che non sapevano è che il ritorno, nella notte tra venerdì e sabato scorsi, sarebbe stato praticamente una lezione di ripasso sull'Odissea, che li ha visti bloccati per ore al freddo della stazione dei treni di Tarvisio fino all'arrivo di alcuni angeli custodi molto speciali.

Il treno rotto

Tutto era filato per il meglio, fino a quel momento: i cinque giorni di visita di istruzione erano andati come sempre benissimo e le due classi del liceo torinese avevano iniziato il viaggio di ritorno verso il Piemonte, arricchite dell'esperienza fatta in Austria. «Siamo saliti sul treno a Vienna alle 21.30 e quando ci siamo svegliati, intorno alle 6 di mattina, eravamo fermi a Tarvisio. Il treno si era rotto, probabilmente già in Austria, e stavano cercando di risolvere il problema senza però evidentemente riuscirci». A parlare è una delle professoresse del liceo, che ha accompagnato i ragazzi in gita, assumendosi così anche la responsabilità della loro incolumità. Ma la situazione non è delle più semplici: è l'alba di una fredda mattina d'inverno, a Tarvisio le temperature sono proibitive e Torino è ancora molto lontana. 

Il primo angelo custode

Il treno è fermo, nessuno da notizie ai passeggeri che, su questa tratta internazionale, sono davvero tanti. Il capotreno prende così in mano la situazione, gestendo da solo le centinaia di persone che si trovavano sul convoglio. «Quello che ha fatto è stato speciale: il capotreno di Trenord ha gestito per molte ore, sempre da solo, diverse centinaia di passeggeri, assicurando loro una colazione, un locale caldo in cui stare e corriere per proseguire il viaggio. Non c'era nessuno ad aiutarlo e non competeva a lui fare questo, eppure con grande umanità si è messo a disposizione di tutti noi».

Come tornare?

La grande sorpresa delle due classi torinesi arriva però quando è il momento di pensare a come tornare verso casa: c'è una coincidenza (ormai persa) da prendere a Mestre e ci sono 45 ragazzi da riportare sani e salvi alle loro famiglie. Ma Trenitalia non risponde. A prendere in mano la situazione è stata la polizia di Tarvisio. «Ci hanno messo a disposizione una stanza e un telefono, hanno organizzato il trasporto fino a Mestre e facilitato in tutte le pratiche per i biglietti mentre il centralino di Trenitalia suonava a vuoto e, addirittura, l'unica volta che ci hanno risposto è stato per dirci che dovevamo comprare dei nuovi biglietti». Ma grazie alla polizia e al capotreno di Trenord, la società che collabora con Österreichische Bundesbahnen nella condotta degli EuroCity e convogli notturni, la comitiva ha potuto conoscere l'ultimo angelo custode e intraprendere il viaggio verso casa. 

Adriano

Chiamato prima dell'alba, il conducente dell'Atvo - il "signor Adriano" si è precipitato alla stazione dei treni di Tarvisio per prendere in carico le due classi di Torino e portarle a Mestre, mentre la polizia di Tarvisio cercava di parlare con quella di Mestre per preallertare dell'arrivo della comitiva. Quello che i passeggeri non sapevano, era che l'autista della corriera si era mosso senza battere ciglio benché fosse la sua giornata di riposo. «Questi non solo ci ha trasportato durante il suo giorno di riposo ma, arrivati in stazione, ci ha accompagnato in biglietteria, rimanendovi fino alla stampa dei nuovi biglietti sul primo treno con posti liberi». Un gesto non dovuto, ma decismente apprezzato.

I ringraziamenti

«Grazie alla disponibilità di tutte queste persone, dopo un viaggio di quasi 24 ore, siamo riusciti ad arrivare a casa. GRAZIE di cuore dalla 5E e dalla 5L del Liceo Gioberti di Torino». Questo il messaggio che le professoresse del liceo hanno voluto divulgare dopo questa disavventura, della quale però conservano solo gli aspetti positivi. «Non ci interessa sottolineare la negligenza di alcuni, quanto davvero rimarcare la disponibilità e la gentilezza di altri. Sono questi i gesti che meritano di essere ricordati ed elogiati».

Anche questo farà parte del bagaglio formativo dei 45 ragazzi di quinta, che quest'anno dovranno affrontare anche gli esami di maturità, ricordandosi che la disponibilità conta più dell'accidia.

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