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Polemiche per la diretta “in differita” del Pignarûl Grant di Tarcento

Il fumo si allontana in direzione sud e il Vecchio Venerando predice un 2015 mediocre. Ma a risultare scadente per molti telespettatori è stato il collegamento che la trasmissione "La Prova del Cuoco" ha dedicato all'accensione del falò epifanico più grande e importante del Friuli

Il collegamento in diretta su Rai 1 con il Pignarûl Grant di Tarcento, non è piaciuto ai nostri corregionali, che in massa hanno commentato delusi un nostro post relativo all'evento sulla pagina Facebook di UdineToday. I motivi? I collegamenti con la trasmissione condotta da Antonella Clerici “La prova del Cuoco, speciale Lotteria Italia” sono stati solamente due e per una durata totale di circa 6-7 minuti, giustificati a chi era presente a Coia per un ritardo di 5 minuti nella scaletta della trasmissione.  Ma al di là del minutaggio, quello che proprio ha urtato i telespettatori friulani è stata la diretta con differita, ovvero con l'utilizzo di highlights, del momento topico per ogni pignarûl che si rispetti, ovvero l'accensione, ritardata appositamente, del grande falò (alto circa 20 metri e con 75 quintali di fascine e legna) preparato dalla sezione locale degli Alpini.

 

Il posticipo dell'accensione, con la tradizione non rispettata, fra le lamentele più sentite: “La tradizione – ci spiega un'abitante di Tarcento - vuole che il pignarûl di Tarcento sia il primo ad essere acceso, poco dopo il tramonto. A seguire gli altri sparsi in particolare sulle colline circostanti fino ad arrivare in città. In partenza lo si accendeva alle 17 come capo pignarûl.  Poi nei decenni e con i cortei storici si è spostato l'orario alle 18 e 19. Un pignarûl alle 22 è contrario a ogni tradizione”.

E fra le polemiche anche la scarsità di pubblico, per l'orario e per il freddo. “I più delusi forse sono stati i commercianti di pinze, gli ambulanti e ristoratori. Ieri pomeriggio c'era pochissima gente, un vero flop per le vendite e quelli come noi arrivati per la solita accensione del principe fra i pignarui si è ritrovato spiazzato del cambio di orario. Questa diretta tv ha impoverito un evento che con la crisi poteva fruttare i soliti incassi di pinze calde che la gente dalle 16 in genere acquistava anche solo per scaldarsi le mani. Io ho visto solo panifici deserti con le commesse che non sapevano come smaltire le pinze invendute.”

Diretta era stata annunciata e diretta doveva essere . Rispetto per un territorio e per tante persone che si sono sacrificate con passione per dare la migliore visibilità della loro terra e delle loro tradizioni. Sono amareggiato.”, spiega Mario Da Porto, uno fra i commenti più apprezzati. E poi ancora in serie: “In nome delle esigenze televisive la tradizione viene relegata in seconda serata”, “Avrebbero almeno potuto allargare un l'inquadratura per mostrare almeno il paese in cui erano”; “Per una volta che si ricordano che il Friuli è in Italia, fanno un servizio pessimo”; “Incredibile, hanno preferito dare più spazio ad Amanda Lear che canta in playback”; “c'è gente che ha organizzato per settimane e aspettato al freddo per vedere riconosciuto lo sforzo e poi tutto finito in due minuti. Una pagliacciata e noi paghiamo anche il canone.”. Quasi unica voce contro corrente una lettrice che, forse con realismo, tenta di riportare tutti per terra: “Cosa vi aspettavate che facessero, uno speciale di due ore sul Friuli? Hanno fatto vedere il Pignarûl e l'esito del vento, tanto basta”. Insomma, polemiche a parte questa la predizione del Vecchio Venerando: "Il fumo va tutto a sud. Il 2015 appena iniziato sarà un anno mediocre e difficile, almeno queste sono le indicazioni per l'agricoltura". E probabilmente, almeno a sentire i nostri lettori, anche per la televisione italiana.

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