Scuola, parola ai sindacati: anche a Udine dibattito su contratto e riforma

Sotto analisi anche i "numeri": dagli istituti della regione senza dirigenti, allo svuotamento dell'Ufficio scolastico

foto archivio

Una giornata per ascolare "dal vivo" la voce delle Rsu e dei delegati della Scuola, di quella che – in sostanza – costituisce la prima linea ed il "cuore pulsante" del Sindacato. Ad indirla, per oggi, in contemporanea in tutta Italia, è la Cisl, che chiama all'appello i "suoi" per fare il punto, alla vigilia di una sofferta ripresa, sulla situazione della scuola, a partire dalla contestata riforma voluta da Renzi, passando per il contratto, scaduto ormai da sette anni.

"E' una giornata importantissima, che vuole valorizzare chi quotidianamente ci mette la faccia per parlare con i lavoratori e far funzionare il sistema scolastico di questo Paese, pur tra mille ostacoli e difficoltà" – commenta a caldo il segretario generale di categoria del Friuli Venezia Giulia, Donato Lamorte.

L'obiettivo, infatti, è quello – attraverso gli "stati generali" odierni – di discutere dei problemi reali con chi vive la scuola dal di dentro. Insomma, una consultazione aperta alla prima linea (otre un centinaio le Rsu in Friuli Venezia Giulia presenti ai due incontri organizzati a Udine e Pordenone; 10mila in tutta Italia), dove a farla da padrone sono appunto le questioni salienti del contratto e della riforma. Una riforma che continua a non piacere, con le sue anomalie e nodi ancora irrisolti, che stanno mettendo a repentaglio anche in regione, l'avvio, a meno di una settimana, del nuovo anno scolastico. A tenere banco, accanto ai temi dei bonus e della premialità, della chiamata diretta e delle assunzioni, c'è la mobilità forzosa degli insegnanti, ancora difficile da accettare viste le operazioni di trasferimento gestite senza rispettare né i criteri stabiliti nel contratto sulla mobilità, né i diritti di chi avrebbe potuto, col suo punteggio, avere sedi ben più vicine.

"Quanto successo – spiega Lamorte - ha sconvolto la vita di parecchie famiglie e non può essere risolto con soluzioni tampone. La soluzione che suggeriamo da tempo è quella di trasformare in organico di diritto, i posti e le cattedre che ogni anno sono concesse in organico di fatto. Così si potrebbe finalmente dare alle scuole il vero organico funzionale e si sanerebbero tutte le storture prodotte da un algoritmo sfasato e non rispettoso del contratto nazionale".  

E poi – al vaglio di Rsu e delegati – ci sono anche i numeri, che non tornano. Così le 52 scuole del Friuli venezia Giulia, che a fine agosto, risultavano ancora senza dirigente scolastico; o, ancora, lo svuotamento dell’Ufficio Scolastico regionale: da circa 10 anni, infatti, il personale che è andato in quiescenza non viene sostituito, una forza lavoro diminuita di quasi due terzi della pianta organica. Ed ancora, alla totale dimenticanza nella legge 107 del personale Ata, con la continua ed incessante diminuzione degli organici, per il prossimo anno scolastico 75 posti in meno in regione.  

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"Grazie a questo confronto – conclude Lamorte – come Cisl Scuola ci prepariamo ad affrontare al meglio una stagione ricca di appuntamenti. Vogliamo valorizzare la nostra prima linea, così come vogliamo che i luoghi di lavoro diventino sempre di più il riferimento privilegiato del nostro modo di essere e fare sindacato".  

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