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Borgo Stazione, parla il delegato di quartiere: "Troppo degrado, il Comune intervenga"

Gary Di Qual, rappresentante della zona delle 'Magnolie' si scaglia contro la maggioranza comunale: "Invece di pensare alle feste multiculturali si impegnino a tutelare i commercianti della zona"

Gary Di Qual, il delegato di quartiere di Borgo Stazione di Udine della lista Identità Civica si è fatto portavoce dei cittadini residenti nella zona delle ‘Magnolie’: “Il degrado, l'abbandono, l'insicurezza diffusa – dichiara – oltre alla demotivazione che spinge alcuni commercianti a chiudere le attività, ovviamente commercianti italiani, dovrebbero far riflettere”.

Di Qual, soddisfatto per l’operazione delle Forze dell’Ordine (in particolare dell’azione dei Carabinieri nell’individuare e stroncare il traffico di droga nella zona), si scaglia contro la maggioranza comunale: “L’amministrazione di centro-sinistra dovrebbe porre rimedio al palese degrado in cui versa il quartiere a cominciare dal problema delle telecamere ‘rosicchiate dai topi’ allo spaccio di droga, passando per gli androni condominiali scambiati per vespasiani a cielo aperto all’ex albergo Europa che cade a pezzi mettendo a rischio l’incolumità dei passanti”.

Di Qual avanza diverse proposte: “Da anni chiediamo a gran voce l’istituzione di un posto fisso di Polizia Locale che sorvegli, assieme alle altre forze dell’ordine, la zona, non solo nelle ore diurne, ma soprattutto al momento della chiusura dei negozi, quando i commercianti si sentono maggiormente vulnerabili con l’incasso della giornata. L'amministrazione comunale non muove un dito per venire incontro alle esigenze dei commercianti e dei loro negozi ultradecennali ora in chiusura, stritolati non solo dal peso della crisi ma anche da questioni di semplice soluzione”. 

Il delegato, infine suggerisce di “calmierare i prezzi degli affitti creando un tavolo ad hoc, agevolare il parcheggio a raso con appositi abbonamenti nominali, garantire la sicurezza e non pensare solo a sfilare a Feste multiculturali dove sono esaltate le altre realtà, mentre la nostra storia, la nostra cucina, la nostra friulanità sono qualcosa di cui vergognarsi”.

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