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Martedì, 6 Dicembre 2022
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Le storie di vita dei detenuti in scena, riabilitare attraverso l'arte e la riflessione

L'arte (musica, teatro e poesia) per raggiungere la consapevolezza. Concluso il secondo appuntamento organizzato dalla Casa Circondariale di Udine e dal Dipartimento Dipendenze

A partire dal 2006 il Dipartimento Dipendenze opera all’interno della Casa Circondariale di Udine grazie a una convenzione siglata tra la Direzione della Casa Circondariale di Udine e l'ASUIUD, che permette la cura e la riabilitazione dei detenuti con problematiche alcol-droga-GAP correlate.

Il progetto

Fra i vari interventi portati avanti dal Dipartimento in questi anni, gli operatori dell'ASUIUD e della Cooperativa Sociale “Vladimir Hudolin” settimanalmente propongono alla popolazione carceraria degli incontri psicoeducativi destinati in media a 30/40 persone ogni sette giorni. Il lavoro svolto all'interno dei gruppi, oltre a favorire la formulazione di programmi riabilitativi postpenitenziari, ha l'obiettivo di stimolare riflessioni su come progettare in modo sostenibile la propria vita oltre l'esperienza detentiva e su come affrontare la convivenza forzata fra persone che appartengono a registri geografici, culturali e religiosi molto distanti tra loro. La popolazione carceraria è composta infatti da un 40 % di stranieri. Diversi i temi discussi durante gli incontri, dalle storie familiari e personali ai progetti di vita alle problematiche che affligono i carcerati, su tutte la solitudine, la paura, il rimorso, l'autostima, la rabbia, i desideri, le speranze e il perdono. Le varie tematiche vengono alla fine condivise durante un evento organizzato all'interno della Casa Circondariale di Udine e aperto ai familiari dei detenuti, alle varie figure professionali appartenenti all'area sanitaria, penitenziaria e giudiziaria e a persone che fanno parte di gruppi di auto-aiuto esterni al carcere. 

“Tiempo Detenido

Dopo il primo appuntamento tenutosi il 25 maggio 2018 alla Casa Immacolata di Udine incentrato sulle dipendenze, mercoledì 6 giugno è stata affrontata la tematica “Attesa e Speranza” attraverso il linguaggio scenico. Tramite la rivisitazione e la raccolta delle stesse storie di vita dei detenuti è nato lo spettacolo teatrale e musicale “Tiempo Detenido”, scritto e recitato dalla straordinaria Nicoletta Oscuro e musicato dal talentuoso Matteo Sgobino alla chitarra e da Hugo Samek alle percussioni. Sull’onda delle emozioni suscitate dal percorso intimo e artistico, i detenuti hanno successivamente messo in scena il proprio vissuto utilizzando la musica o la poesia. Questi due eventi, realizzati grazie alla collaborazione della Cooperativa Vladimir Hudolin, dell’ACAT Udinese  e di Bluenergy Group, hanno permesso di portare in carcere, in un luogo dove la detenzione rende tutto più incerto e vago, un lavoro di interiorizzazione sui concetti chiave di "tempo", "permanenza", "riabilitazione" e "aspettativa di vita".

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