La denuncia: «Sappada "figlia di nessuno"», la polemica sul ritardo nei soccorsi

«Era veneta, isolata dal Friuli». Un articolo de il Gazzettino, a firma del cadorino Lucio Eicher Clere, punta il dito contro la Regione Fvg. Un commerciante: «Siete capaci di dimostrarci solo solidarietà a parole?»

«Sappada non è più in Veneto, ma per ora sembra non essere nemmeno in Friuli». Inizia così un articolo apparso questa mattina su Il Gazzettino, a firma del cadorino Lucio Eicher Clere (presidente - tra l'altro - della Commissione Cultura dell’Istituto Ladin de la Dolomites) che tanto sta facendo discutere tra Veneto e Friuli. La situazione sotto la lente di ingrandimento da parte del giornalista è quella inerente il ritardo dei soccorsi registrato nella vallata rimasta semi-isolata per giorni, tra assenza di corrente (ripristinata ieri notte), collegamenti telefonici interrotti e piccole frane che hanno continuato a lacerare le vie di accesso sul versante friulano.

Le difficoltà nei soccosi

A poco meno di un anno del passaggio di Regione (avvenuto ufficialmente il 23 novembre del 2017), «il territorio a cavallo tra il bellunese e la Carnia — recita l'articolo — si trova a dover ancora fare i conti ancora con Venezia (...) quello che è arrivato è giunto dalla vecchia provincia di Belluno. Per il quarto giorno consecutivo la vallata ai piedi del Peralba ieri era senza luce e senza possibilità di comunicare con l'esterno. Alcuni generatori di corrente sono arrivati in serata dal Comelico percorrendo la strada dell'Acquatona, che ancora risulta ufficialmente impercorribile per smottamenti a monte in alcuni punti della carreggiata». E poi ancora: «La gente è abbattuta, come i boschi che circondano le borgate sappadine e la rabbia mista a sconforto sta contagiando la popolazione. L'alluvione ha paradossalmente restituito così Sappada al Veneto (...). Per raggiungere l'ospedale di Pieve da Sappada bisogna arrivare a Santo Stefano e risalire il passo Sant'Antonio. Un incubo. Per fortuna in questi giorni non ci sono state emergenze drammatiche, anche se il pericolo di danni alle persone è stato incombente, viste le numerose case scoperchiate e i torrenti che hanno provocato molte frane». 

Gli sfoghi

E proprio sui ritardi verificatisi, il vicesindaco di Sappada, Marco Rossa, ha dichiarato al collaboratore de Il Gazzettino che auspicava una maggiore mano dal parte della Regione autonoma Fvg. «Sappiamo che in altre zone della Carnia e del Cadore la situazione è altrettanto drammatica, ma per la popolazione di Sappada deve esserci dalla Regione una risposta immediata». Dello stesso avviso anche Vincenzo Giacobbi, portavoce dei commercianti sappadini che ieri ha scritto un caustico sfogo su Facebook, poi -in parte- rimangiato  ("Vista la vastità della disgrazia potevo risparmiarmelo", scriverà oggi) «Ci chiediamo come sia possibile che i generatori siano arrivati solo ieri sera, siamo in montagna e comincia a fare freddo. Governo e politici vari della Regione Friuli Venezia Giulia, pensate di darvi una mossa o siete capaci di dimostrarci solo solidarietà a parole?».

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