Truffa dello specchietto: raggirata un'altra anziana

L'episodio è accaduto ieri, nel tardo pomeriggio, tra piazzale Osoppo e via del Bon

Ennesima "truffa dello specchietto" ai danni di un'ignara signora che si trovava a bordo della sua vettura. La modalità perpetrata dai truffatori è sempre la stessa: prima la simulazione di un botto, producendo un rumore acustico del tutto simile a quello di uno specchietto rotto, poi la richiesta di un risarcimento in denaro contante. Le vittime prescelte, in genere, sono sempre persone anziane e distinte che vengono coinvolte in una situazione artefatta, ma del tutto verosimile.

La dinamica

Vittima del fantomatico sinistro simulato ieri, nel tardo pomeriggio, una 76enne udinese classe 1941. La donna si trovava a bordo della sua minicar, ferma al semaforo di piazzale Osoppo, quando ad un certo punto ha sentito un forte rumore. Allarmata, si è guardata intorno, ma non notando nulla di anomalo, al verde, ha proseguito la sua marcia verso casa. Giunta in via Del Bon, in attesa dell'apertura delle sbarre del passaggio a livello, è stata avvicinata da una sconosciuta che, bussando al finestrino, le ha fatto notare di aver provocato , a suo dire, un danno all'auto del fidanzato qualche centinaia di metri prima alla macchina del suo compagno.

Preoccupata e con i primi sensi di colpa, l'anziana si è quindi precipitata a verificare di persona quanto contestato. Ad aspettarla, vicino ad una costosa macchina, un uomo che, con toni bruschi e decisi, ha iniziato subito ad additarla come la responsabile della rottura del suo prezioso specchietto laterale. Poco dopo, per velocizzare le cose ed evitare le lungaggini burocratiche, il soggetto le ha proposto di chiudere la questione con la consegna di 600 euro in contanti, cosa che le avrebbe permesso di evitare l'apertura della constatazione amichevole e, forse, l'aumento del premio assicurativo. 

La denuncia

Intimorita e convinta di essere l'autrice del danno, la 76enne accetta la proposta. Rimonta in macchina e, inseguita dalla coppia, si mette alla ricerca di un bancomat. Giunta nuovamente nei dintorni di Piazzale Osoppo, l'anziana riacquista lucidità e con la scusa della mancanza di un parcheggio disponibile, decide di accostare e di spiegare alla coppia che quanto richiesto è impossibile. L'uomo e la donna iniziano così ad alterarsi fino a quando la signora minaccia di chiamare i carabinieri. Solo a quel punto, "il gatto e la volpe" decidono di cambiare tono, di rendersi più amichevoli e concilianti e si dichiarano disponibili ad accettare il contante proposto dalla signora, ovvero i 70 euro custoditi all'interno del suo portafoglio. Consegnati i soldi, l'anzina capisce definitivamente di essere stata raggirata e decide di recarsi alla Stazione dei carabinieri di viale Trieste a fare denuncia.

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