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Arredi urbani, l'assessore Santoro: "Non è una deregulation"

Incontro sui 'dehor' con i rappresentanti delle categoria interessate al commercio: i Comuni restano titolari del rilascio delle autorizzazioni per l'occupazione di suolo pubblico

Da una parte tavolini, sedie, fioriere, ombrelloni o strutture di copertura non infissi al suolo, per i quali è decaduto l’obbligo di chiedere l’autorizzazione della Soprintendenza. Dall’altro gazebo e pedane, su cui invece "si dovrà valutare caso per caso".

L'assessore regionale Mariagrazia Santoro interviene sulle problematiche legate all'autorizzazione paesaggistica e al nulla osta monumentale per i cosiddetti dehor, ovvero gli arredi urbani esterni funzionali alle attività commerciali, davanti alla categorie interessate del commercio, Confcommercio e Confesercenti, e dell’artigianato, Confartigianato e Cna. 

"Non una deregulation", ha premesso l’assessore regionale ai Lavori pubblici incontrando in Camera di commercio a Udine gli operatori economici e illustrando loro i contenuti dell’accordo del giugno scorso con il ministero, intesa voluta con impegno dalla Regione Friuli Venezia Giulia proprio in conseguenza dello sprone di tanti imprenditori messi spesso in difficoltà dai paletti dei Beni culturali.

"Una questione spinosa", l’ha definita Giovanni Da Pozzo aprendo l’incontro. Il presidente della Cciaa di Udine, premesso che "chi lavora è il primo a voler rispettare le regole e di conseguenza a pretendere chiarezza normativa", ha rimarcato "l’appello al buon senso di chi fa impresa tra molteplici vincoli. Nemmeno a Venezia – ha esemplificato Da Pozzo – si è vista la rigidità adottata dalla Soprintendenza Fvg".
 
Quanto ai Comuni, ha sintetizzato il sindaco di Udine Furio Honsell, "prima di questo accordo ci siamo sentiti spesso come i Curiazi, sostanzialmente in mezzo a due fuochi, e non è stato facile prendere una posizione". "Un problema reale – ha aggiunto il collega di Palmanova Francesco Martines –, che ha tra l’altro riflessi importanti sulle scelte di pedonalizzazione dei centri storici".

Due i principali punti trattati nel corso dell'incontro: la disciplina permanente che esclude dall'autorizzazione della Soprintendenza i tavolini, le sedie e simili, ombrelloni o strutture di copertura, fioriere caratterizzati dalla possibilità di rimozione a fine giornata lavorativa e la moratoria di sei mesi per le autorizzazioni già presenti nel 2013 e per le manifestazioni sportive.

L'assessore Santoro ha appunto voluto precisare che non si tratta di una deregulation in quanto i Comuni restano titolari del rilascio delle autorizzazioni per l'occupazione di suolo pubblico e pertanto permane il controllo della pubblica amministrazione contro eventuali abusi nell'utilizzo degli arredi.

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