Mobbing a Udine: colpite soprattutto lavoratrici tra i 40 e i 50 anni

Il punto di ascolto antimobbing di Udine ha presentato i dati relativi al 2019

Soprattutto donne, in una fascia di età che va dai 41 ai 51 anni e dipendente nel settore privato: è questo l'identikit di chi subisce azioni vessatorie sul posto di lavoro. I dati sono stati esposti oggi  dallo Sportello Antimobbing, e sono riferiti al 2019 e ai due mesi di lockdown del 2020, dove ci sono state segnalazioni di persone a cui non è stato concesso lo smart working oppure che sono state isolate.

Le persone che subiscono mobbing

Il trend 2019 è più o meno in linea con gli altri anni: ci sono stati 166 primi accessi al servizio e 118 persone seguite. A spiegare le statistiche, la coordinatrice dello sportello Cristina Caparesi. La maggioranza sono donne: il 66% del totale. L'età delle vittime di mobbing è soprattutto quella dai 41 anni in su, il 76% dei casi riguardanti le lavoratrici e il 67% di quelli dei lavoratori. A subire vessazioni sul posto di lavoro sono poi soprattutto persone con una buona formazione scolastica: diploma superiore (60 casi su 118 totali) o laurea (36 casi).

Le cause

A quanto pare, il mobbing è più diffuso nel settore privato: 81 lavoratori contro i 37 di quello pubblico. Le cause presunte di disagio lavorativo sono riconducibili a mutamenti aziendali in 16 casi, seguiti con 14 casi dai fattori di carattere socioanagrafico e da assenze prolungate, congedi e permessi (9 casi).

Chi fa mobbing

Ma chi è che si rende protagonista di azioni di mobbing? Il vessatore può essere maschio o femmina, in maniera abbastanza equilibrata, e si tratta soprattutto di superiori o titolari (93 casi), ma anche colleghi (30) mentre solo in 4 casi la molestia è messa in atto da un collaboratore gerarchicamente inferiore.

Come si svolge?

Tra le forme più frequenti di mobbing, ci sono l'umiliazione e le critiche, l'eccessivo controllo sul lavoro, la marginalizzazione delle attività lavorative, lo svuotamento delle mansioni e l'attribuzione di compiti esorbitanti. Le criticità rilevate, invece, riguardano soprattutto le relazioni e la conflittualità con colleghi superiori, seguite da una problematica organizzazione del lavoro e dalle violazioni dei diritti.

Le conseguenze

In 14 casi hanno portato al licenziamento, in 5 alle dimissioni. 

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Il punto di ascolto antimobbing è attivo gratuitamente a Palazzo Belgrado, il lunedì e il mercoledì dalle 10 alle 18 e il giovedì dalle 10 alle 16. A disposizione degli utenti c'è un'equipe multidisciplinare che comprende un avvocato, uno psicologo, un medico specialista e personale di supporto.   

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