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Uno dei concerti a cui ha lavorato al MusicTeam

Uno dei concerti a cui ha lavorato al MusicTeam

Centomila euro di danni in pochi giorni: le aziende di servizi per lo spettacolo in crisi

La MusicTeam di Remanzacco, azienda di service per lo spettacolo, sta facendo la conta dei danni economici derivati dai provvedimenti ministeriali sul coronavirus

La MusicTeam di Remanzacco è una delle più grandi aziende di service per lo spettacolo del Friuli Venezia Giulia: si occupa di noleggio, fornitura e installazione di illuminazione, audio, video grafica, rigging e strutture per la realizzazione di ogni tipo di evento musicale, aziendale, sportivo e di massa.
Dal 1988 si occupa di eventi in tutta Italia e in Europa dando lavoro a 17 dipendenti più una decina di collaboratori esterni: dal 23 febbraio, giorno del primo decreto con le misure di prevenzione del contagio da Covd-19 la stima della perdita di guadagno è di circa 100mila euro. Da qui in avanti il danno è destinato a crescere e non di certo a fermarsi una volta che la situazione tornerà alla normalità. «Anche gli eventi confermati per i prosimi mesi, concerti e spettacoli di qualsiasi tipo, nonostante si facciano stanno soffrendo moltissimo per la prevendita quasi nulla dei biglietti: in questo momento la gente non compra per la paura e l'incertezza, anche se si tratta di eventi estivi». A parlare è Francesco Rodaro, titolare della MusicTeam Service, una delle tante aziende italiane piegate dal fermo obbligatorio degli spettacoli imposto dal provvedimento. 

I dipendenti dell'azienda si dividono tra iscritti a Confartigianato e Confindustria e, al momento, solo la prima ha dichiarato che stanzierà dei fondi a favore dei lavoratori. Ma le misure a favore di chi non sta lavorando non sono ancora state applicate, perché è ancora tutto da stabilire. 

In totale sono 36 gli eventi annullati finora a cui MusicTeam avrebbe dovuto lavorare, e 7 quelli rinviati. Fino al 3 aprile, invece, saranno un'altra trentina: per il mancato svolgimento di questi, il danno economico che ne deriva è ancora da calcolare. «Spero che da questa situazione, una volta che tutto sarà finito, ne esca almeno la volontà del settore di formare un sindacato dei lavoratori dello spettacolo perché al momento manca tanto che non abbiamo nemmeno un inquadramento fiscale».

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