Confcooperative Fvg:«Voucher per la cultura e Iva ridotta al 4% per ripartire»

A lanciare l'allarme per il settore culturale della regione è Confcooperative Fvg, la quale evidenzia la crisi profonda della cultura

Serena Mizzan, presidente del settore Cultura e Turismo di Confcooperative Fvg

Il settore della cultura è stato uno tra i primi a pagare le conseguenze di questa crisi sanitaria ed economica ancora in atto. L'allarme, ora, arriva da Confcooperative Fvg, la quale ribadisce che sono decine le imprese della cooperativa bloccate che operano nella cultura: dalla gestione di strutture musicali e artistiche, allo spettacolo dal vivo, ai servizi bibliotecari, ai servizi accessori all’organizzazione di esposizioni ed eventi, all’audiovisivo. Un intero settore bloccato in una crisi molto profonda dall'inizio della pandemia.

La crisi

"Il comparto culturale, per la specificità delle sue attività che si rivolgono al pubblico, risulta colpito in modo particolarmente grave – conferma Serena Mizzan, presidente del settore Cultura e Turismo di Confcooperative Fvg, con più di 30 cooperative associate –, sia per la chiusura delle strutture museali, sia per la cancellazione di date teatrali, tournée, la disdetta di contratti. Il settore è stato interessato dapprima dal blocco generalizzato delle visite d’istruzione e uscite didattiche, con la cancellazione quasi totale della stagione 2020 che ha colpito i musei, le riserve naturali e le attività didattico-divulgative realizzate da diverse cooperative culturali. In seguito, le disposizioni per il contenimento del contagio hanno comportato il blocco di tutto il comparto".

Le conseguenze

Ma quali sono le conseguenze di questa profonda crisi sul settore? In primis, la crisi di liquidità delle aziende e l'impatto sui conti. "Abbiamo apprezzato le prime iniziative della Giunta regionale che, sul fronte della rendicontazione dei progetti in essere – forzatamente falcidiati dall’impossibilità di realizzare molte iniziative previste – ha compreso la difficoltà del settore e la necessità di introdurre un ampio grado di flessibilità. È un punto di partenza per operare in maggiore serenità".

Le necessità

Per poter ripartire, il settore chiede: "fatti salvi tutti gli interventi economici necessari a garantire la sopravvivenza delle imprese in generale, riteniamo che il settore avrà bisogno di interventi di medio e lungo periodo, pensati sulla base delle caratteristiche del comparto culturale, per salvaguardare l’intero settore che uscirà dalla crisi inevitabilmente indebolito sotto il profilo della solidità economica, della capacità di investimento, ma non certo nelle sue potenzialità culturali e progettuali".

Possibili soluzioni

Per poter far ripartire il settore della cultura, Confcooperative Fvg propone due strumenti possibili: i voucher per le famiglie a sostegno della domanda di fruizione culturale e la riduzione dell'Iva al 4% anche per quei servizi culturali che, oggi, vengono ancora sottoposti all’aliquota ordinaria. "Due proposte concrete per la 'fase della ripartenza' e, a questi, aggiungerei – conclude Mizzan  investimenti per l’aggiornamento tecnologico delle strutture, i riallestimenti, la formazione e le nuove produzioni, in generale tutto ciò che può aiutare il settore a recuperare il tempo perduto e a fare un necessario balzo in avanti".

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