Sequestro di cuccioli: 39 cani, un gatto e un centinaio di criceti in un furgone con documenti falsi

Gli animali, immessi sul mercato, avrebbero fruttato un controvalore commerciale pari a circa 60.000 euro

Durante uno specifico servizio di contrasto al fenomeno del commercio illegale di cuccioli di animali da affezione – svolto congiuntamente dalla polizia Stradale di Gorizia e dal corpo forestale regionale Fvg, col coordinamento del centro operativo autostradale di udine –– verso le 17 del giorno 2 giugno presso il casello autostradale di Palmanova veniva sottoposto a controllo un furgone, condotto da A.B.

Nel corso del controllo il personale operante accertava la presenza a bordo del veicolo 39 cuccioli di diverse razze di cani, tra cui barboncini, cocker, bulldog francese, husky siberiano, spitz, cavalier king, maltese, boston terrier, shiba inu, golden retriver, teckel, inoltre un gatto di razza bengal, ed un centinaio di criceti. Nel corso del controllo documentale, gli operatori richiedevano al conducente, che proveniva dall’Ungheria, i passaporti e la documentazione sanitaria degli animali.

All’apparenza i documenti sembravano tutti regolari, per cui il trasporto poteva essere legittimo. Il conducente, titolare di due negozi di vendita di animali in Lombardia, giustificava il trasporto per motivi commerciali, esibendo anche i documenti degli animali. Gli agenti – insospettiti dal fatto che i cuccioli apparivano troppo piccoli, per cui non idonei ad essere ancora commercializzati (come è noto devono avere quasi 4 mesi di età tra lo svezzamento ed il periodo dell’anti-rabica) facevano intervenire sul posto i veterinari dell’azienda sanitaria del distretto di Palmanova.

Per procedere agli ulteriori accertamenti il personale operante si recava al canile sanitario di Udine, dove gli animali venivano sottoposti ad accurata visita medica. Nel corso degli accertamenti emergeva che l’età dei cuccioli non era compatibile con quanto dichiarato nella documentazione esibita, per cui non idonei ad essere immessi nel circuito commerciale europeo. Scattava quindi la denuncia per A.B. in quanto resosi responsabile dei reati previsti e puniti dagli articoli 4 della legge 201/10 (legge riguardante la protezione degli animali da compagnia) e per uso di atto falso. Tutti gli animali sono stati sottoposti a sequestro penale ed affidati in custodia al canile sanitario di Udine. 

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I cuccioli, immessi sul mercato, avrebbero fruttato un controvalore commerciale pari a circa 60.000 euro. Del fatto è stata subito notiziata la procura della repubblica di udine, quale autorità giudiziaria competente. Alta rimane la sensibilità della polizia di stato e del corpo forestale regionale del Friuli Venezia Giulia circa il controllo del trasporto e della commercializzazione di animali da affezione provenienti dall’estero, spesso oggetto di traffici illeciti.

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