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Villa Ballico. Immagine tratta da www.ilpontecodroipo.it

Villa Ballico. Immagine tratta da www.ilpontecodroipo.it

Codroipo: il crollo annunciato di villa Ballico

Inerti, calcinacci e travi sono caduti ieri pomeriggio in mezzo alla strada. Ceduto parte del tetto dell'edificio e del muro che si affaccia in via Zorutti. Da oggi si lavora per mettere in sicurezza la zona

Come ha scritto Il ponte, il periodico d'informazione del Medio Friuli, il crollo di villa Ballico “era scritto, e non solo sulla carta”. L'antico immobile si trova in stato di abbandono da tanti anni, da quando nel 2009 la signora Wanda Ballico, mediante lascito testamentare, ha lasciato la proprietà della casa e il grande giardino annesso in eredità al Comune di Codroipo. In questi 7 anni, per mancanza di fondi, il fabbricato non è stato oggetto di alcun restauro, anzi l'edificio, insieme al suo parco di 1,660 metri quadrati, è stato messo in vendita - senza risultati - già dal 2013, da quando la giunta Marchetti l'ha fatto rientrare nel piano di alienazioni e valorizzazioni immobiliari.

Il crollo annunciato

In attesa di un acquirente, è così accaduto che nel primo pomeriggio di ieri, lunedì 25 settembre, parte della facciata e del tetto di Villa Ballico sono crollati su via Pietro Zorutti scaraventando a terra i suoi stanchi cocci e parti delle sue marce travi, indebolite dalle numerose infiltrazioni d'acqua. Scrive sempre il Ponte: “già in agosto, a seguito degli eventi atmosferici avversi, parte della muratura che delimita il cortile interno lungo Via C. Ermacora, aveva dimostrato la fragilità della stessa".  Insomma, una situazione del tutto identica a quella capitata al palazzo seicentesco di borgo Aquileia a Palmanova, ora, però, in via di recupero. Come nella fortezza, anche qua il crollo fortunatamente non ha creato danni a cose e persone e, visto l'orario, si può davvero parlare di buona sorte. 

La messa in sicurezza

Questa mattina, dopo la pulizia dell'arteria avvenuta ieri, il Comune provvederà ad eseguire degli interventi di messa in sicurezza dell'edificio grazie all'utilizzo di un fondo di riserva urgente che sarà utilizzato anche per un altro edificio storico in pericolo, ovvero villa Zardini, bene tutelato dalle Belle arti che si trova nella frazione di Pozzo. Ora, vista la mancanza di soldi, si attende che la Regione possa dare un suo contributo.
 

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