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Lotta Studentesca provoca costruendo un cimitero

«Anpi inutile e professori ideologici»: le scuole, secondo il movimento, sarebbero gravide di «dottrina dei fazzoletti rossi». Esposte foto di persone che sarebbero state torturate dai partigiani

Croci funebri attorno al monumento dedicato ai partigiani in piazzale Cavedalis. A rivendicare la paternità del gesto il movimento giovanile “Lotta Studentesca”.

Attorno alla stele sono state posizionate croci con affisse fotografie di donne uomini e bambine «torturati e giustiziati dai partigiani durante la guerra e in seguito ad essa», secondo quanto diffuso dall’organizzazione. «La retorica sulla resistenza, i partigiani e le favole che ci vengono raccontate dai vincitori ci hanno stancato - si legge nel comunicato -! Sappiamo bene chi erano i partigiani e sappiamo bene quali orrori essi hanno compiuto. Vogliamo combattere questo indottrinamento antifascista perpetuato da professori carichi di ideologia e da associazioni inutili come l'ANPI. Dopo settant'anni è ora di raccontare la storia  della resistenza in modo meno ideologico e fazioso, e lasciare che siano i ragazzi a prendere posizione, senza le pressioni del politicamente corretto. Se qualcuno pensa che la nostra azione sia un vilipendio alla resistenza, si ricordi che è grazie alla pressione e alla lotta per la verità, che si parla di foibe o che si iniziano a leggere testi storici sulle ombre della resistenza partigiana. Noi studenti non omologati non presteremo il fianco alla dottrina dei fazzoletti rossi».
 

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