"Tutti senza mascherina all'aria aperta ma regole deleterie per i bambini"

A criticare le regole anticontagio previste per i centri estivi regionali è il consigliere regionale del Gruppo Misto Walter Zalukar

Le polemiche sono destinate a non esaurirsi, intorno alle regole per l'apertura dei centri estivi e, in generale, intorno a tutto ciò che riguarda bambini e servizi educativi. L'ultimo affondo arriva dal consigliere regionale Walter Zalukar, del Gruppo Misto, che s'interroga sul perché ai bambini siano imposte tante regole quando ormai agli altri tutto è concesso.
"Pare che per l’apertura dei centri estivi la Regione non intenda rivedere le regole anti contagio, che giudico molto negativamente", scrive Zalukar. Tra queste elenca: l'obbligo di mascherina per tutto il tempo di frequenza; il divieto di qualunque uscita; il triage sanitario all'ingresso (misurazione temperatura, igienizzazione, domande sulla salute) con obbligo di accompagnamento di un solo genitore il quale non potrà accedere alla struttura; la divisione in gruppi: 1 educatore 7 bambini, ed il divieto per i gruppi di avere contatti tra loro; la divisione in aree separate, individuate con tracciati sul selciato se in esterni, o in aule separate, se in interno; il divieto di portare oggetti da casa e il divieto di portare a casa lavoretti o disegni fatti al ricreatorio.

La critica

"Queste regole vengono imposte nonostante i contagi siano praticamente azzerati, nonostante l'obbligo di mascherina sia stato abolito all'aperto, nonostante i rischi dell'uso della mascherina sulla popolazione pediatrica siano ben noti e nonostante i bambini, nella vita quotidiana, possano giocare normalmente, frequentare parenti e amici, nonostante la popolazione adulta stia di fatto conducendo una vita quasi normale, con possibilità di frequentare bar e ristoranti, di fare attività sportiva in libertà e così via", continua Zalukar. Per il consigliere regionale, le regole imposte alla popolazione pediatrica "avranno conseguenze deleterie per i bambini, cui è imposto un modello di società degno della peggiore distopia orwelliana, nel quale il prossimo è nemico, portatore di un pericolo invisibile, da tenere a distanza e del quale diffidare".

I pericoli

Per Zalukar, "se le regole imposte ai ricreatori sono finalizzate ad evitare qualunque pericolo di contagio esse sono da un lato inutili, perché fuori dai ricreatori i bambini continueranno una vita normale, dall'altro dannose perché le ferite psicologiche ed emotive generate sulle nuove generazioni provocheranno senza alcun dubbio danni permanenti, dei quali l'Amministrazione Regionale e Comunale saranno un domani chiamata a rispondere".

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"I bambini e gli adolescenti hanno molto sofferto gli effetti della crisi epidemica: senza servizi educativi, senza scuola, senza sport e con una didattica a distanza che, in fin dei conti e nonostante il valevole sforzo di molti insegnanti, ha mostrato tutta la sua aridità. Ed ora si vuole offrire ai bambini un servizio che più che ricreativo sembra un servizio punitivo; e il tutto perché?".

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