Per aggirare le quote di genere, Fontanini vuole portare a 12 il numero degli assessori

Forti critiche dall'opposizione alle scelte del sindaco di voler non solo aggiungere assessori in giunta, ma anche di aggirare le quote per la parità di genere

Un momento della protesta dell'opposizione all'emendamento Fontanini

Tra maggioranza e opposizione non mettere l'assessore. Ma nemmeno le quote di genere. Insomma, pare difficile che il sindaco Fontanini trovi pace su qualsiasi argomento, con un'opposizione pronta a fargli le pulci su qualsiasi decisione. L'ultima battaglia si sta giocando sul terreno dell'aumento dei componenti della giunta. Il sindaco, infatti, aveva dichiarato già tempo fa l'intenzione di avvalersi della possibilità di portare da 10 a 11 gli assessori del Comune di Udine. Già questo fatto aveva provocato l'innalzamento delle antenne dei consiglieri di opposizione, che hanno poi fatto notare al primo cittadino che se avesse voluto concretizzare questa ipotesi, avrebbe dovuto scegliere però una donna per il rispetto delle quote di genere. In risposta il sindaco Fontanini ha così ipotizzato di alzare ancora di un'unità il numero di assessori, portandolo a 12, e aggirando così la questione di genere. A far sentire la sua voce è dunque Monica Paviotti, consigliera del Partito Democratico. 

«Fontanini si assuma le sue responsabilità. Un capo politico non può non sapere cosa succede all’interno della sua maggioranza. Se davvero è stato il consigliere Zanolla, di Progetto FVG Udine, a chiedere l’emendamento che viola il rispetto delle "quote di genere" nelle giunte comunali di tutta la Regione, il Sindaco non poteva esserne all’oscuro, e se lo fosse stato, la cosa sarebbe ancora più grave perché ciò starebbe a significare che il Sindaco di Udine non ha la leadership della sua maggioranza. Credo invece che Fontanini fosse a conoscenza dell’emendamento e che l’abbia avvallato, salvo poi caldeggiare la soluzione del dodicesimo assessore perché costretto dalla protesta sulle “quote di genere” che ha trovato unite tutte le donne e gli uomini dell’opposizione. Constatiamo che il Sindaco è costretto a nominare l’undicesimo assessore per tenere vicino una maggioranza ormai fragile e scompaginata e che per accontentare tutti non si faccia scrupoli ad aumentare le spese a carico delle casse comunali e quindi della cittadinanza nominando addirittura il dodicesimo assessore. Dodici assessori in una città di 100.000 abitanti, dodici assessori come a Milano che però di abitanti ne ha 1.300.000».

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