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Crisi QBell di Remanzacco: false fatture e finti crediti Iva

L'amministratore delegato dell'azienda è stato iscritto nel registro degli indagati per le ipotesi di reati di dichiarazione fraudolenta, emissione di fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione dei debiti Iva e Ires e mendacio bancario dal 2008 in poi

Nel corso della perquisizione eseguita nella sede della QBell di Remanzacco, gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Udine hanno notificato un avviso di garanzia all'ex presidente del Cda, in carica fino al 21 giugno, Giuliano Macripò, di 55 anni, originario di Roma.

L'ad dell'azienda, secondo quanto diffuso dall'ANSA, è stato iscritto nel registro degli indagati dal pm Paola De Franceschi per le ipotesi di reati di dichiarazione fraudolenta, emissione di fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione dei debiti Iva e Ires e mendacio bancario dal 2008 in poi.

In pratica, secondo l'accusa, la società per azioni si sarebbe avvalsa di numerose fatture emesse da società "cartiere" per creare un indebito credito Iva da porre in compensazione con i debiti, per circa 2 milioni e 900 mila euro nel 2008, e per 8 milioni 890 euro nel 2009 e oltre 16 milioni nel 2010.

Nel contempo, avrebbe anche emesso fatture per operazioni inesistenti a favore di altre società.

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