Crisi Aussa Corno: un commento doveroso

Il commento dell'assessore sangiorgino Davide Bonetto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Per quanto mi riguarda, sulla gravissima crisi del Consorzio Industriale Aussa-Corno (ZIAC) è doveroso fare alcune considerazioni , visto il mio ruolo di Amministratore locale ma anche visti i miei ultimi quasi 4 anni di lavoro come Segretario politico locale e dirigente provinciale del PD:

Sulle questioni giudiziarie e su controlli della magistratura e della finanza, non mi soffermo più di tanto , credo sia normale e doveroso che in casi del genere si intervenga per fare i dovuti controlli, quindi staremo a vedere cosa ne esce.

Prima però di fare alcune considerazioni di tipo politico voglio sottolineare alcune questioni che molti esponenti politici non hanno citato o comunque hanno lasciato in secondo piano, ovvero i lavoratori e le imprese:

Nella Zona Industriale sono occupati migliaia di lavoratori, sono presenti più di 60 realtà industriali ed artigianali. A questi che risposte, che rassicurazioni diamo?

Tutti a fare grandi discorsi, grandi strategie tecniche e politiche, ma qui nessuno si rende conto che c'è in ballo il lavoro, l'occupazione, le aziende? In un momento di crisi economico-sociale senza precedenti? Ci si rende conto che se va avanti così le aziende chiuderanno tutte i battenti lasciando le persone a casa? I cittadini, i lavoratori ci chiamano e ci fermano per strada e ci dicono "ma questi politici altolocati sanno cosa sta succedendo, sanno cosa fare si?" a noi Amministratori locali che siamo sempre presenti sul territorio, ci chiedono tutti le soluzioni, ci chiedono tutti cosa succederà. Per non parlare poi del ruolo del Sindaco con le code di lavoratori disoccupati che ogni settimana vanno a chiedere che lui o il Comune gli trovi un posto di lavoro, un'occupazione oppure anche 50 € per tirare avanti? Ma ci rendiamo conto della situazione?

Solo negli ultimi anni: Cranchi quasi chiusa, Artenius chiusa, Evraz Pallini e Bertoli in crisi nera bloccata, Vetreria Sangalli in crisi, giusto per citare le più grandi e senza dimenticare le realtà più piccole che hanno chiuso di cui nemmeno ci si ricorda più ma che sommate formano un quadro devastante.

Senza dimenticare i 16 dipendenti assunti direttamente presso il Consorzio oggi in contratto di solidarietà e domani chissà.

Cara Provincia, cara Regione, cara Camera di Commercio, vogliamo pensare e fare qualcosa di concreto e subito? Oppure un Comune come San Giorgio con 7.700 abitanti, oltre ai noti problemi che hanno tutti gli altri Comuni deve da solo risolvere anche la crisi economica-occupazionale-infrastrutturale (e anche Urbanistica, pochi si soffermano, ma credetemi anche qui la situazione è pesante ed il Comune deve accollarsi tutti i problemi ) della ZIAC?

Un caso che si è trascinato avanti negli ultimi anni dove ne Provincia (socio di maggioranza con il 35%), ne Camera di Commercio (23%), ne Regione (vigilanza) sono stati capaci di gestire al meglio?

Sulla fondamentale questione del lavoro e dell'occupazione, come Amministrazione Comunale tutto quello che potevamo fare lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo, ci stiamo lavorando da mesi, non abbiamo grande risalto mediatico certo, ma ricordo l'importante iniziativa lanciata dal Sindaco Pietro Del Frate, condivisa con gli altri Amministratori locali della bassa friulana, con tutti i sindacati, con le associazioni di categoria, avviando una sorta di osservatorio sull'occupazione.

Ora quindi, non posso non infastidirmi quando in questi giorni leggo i giornali e mi ritrovo i commenti e le analisi affinate, di alcuni "massimi esperti", guarda a caso Consiglieri Regionali, guarda a caso già Assessori Regionali per 5 anni nella giunta Tondo, che hanno governato, gestito e vigilato (così si dice....) anche il Consorzio Industriale Aussa Corno.

Questi signori che ora se ne escono sulla stampa con teorie, con soluzioni, con critiche alla gestione attuale Regionale e non, con mega riflessioni e con la verità e le soluzioni in tasca.

Facile così, ma bisogna dire alcune cose:

Questi signori, hanno governato per 5 anni, dico 5 anni, fino ad aprile 2013, fino a soli 10 mesi fa.

Che abbiano almeno il buon senso di tacere o per lo meno collaborare in maniera propositiva senza sparare nel mucchio, visto che hanno anche loro delle grosse responsabilità.

Fatte queste doverose considerazioni e tornando sul caso specifico della crisi del Consorzio ZIAC, abbiamo fatto e stiamo facendo svariati incontri e riunioni, con il Sindaco di San Giorgio sempre in prima linea; la situazione è tremendamente complicata da risolvere, quasi 60 milioni di debiti e di rientri bancari, il Commissario attuale che decade il 19 marzo, l'ipotesi di un eventuale costituzione di un C.d.a. istituzionale di emergenza che traghetti per qualche mese il Consorzio (con l'appoggio esterno di consulenti tecnici specifici) verso l'uscita dalla crisi oppure che lasci in mano almeno una linea strategica e territoriale all'eventuale Commissario liquidatore, magari ipotizzando un eventuale spacchettamento del Consorzio separando "l'immobiliare" dal "logistico/gestionale", mantenendo comunque (fondamentale) la gestione "pubblica".

Per ora solo ipotesi con tutti i pro e i contro del caso.

Altra ipotesi, quella secondo me ideale, ma più di lungo respiro e quindi con i tempi più lunghi (in contrasto quindi con le esigenze attuali) è che la Regione avvii una riforma complessiva di tutti i Consorzi Industriali Regionali accorpandovi anche la parte logistica quindi riformando anche la portualità e la gestione dei trasporti su ferro e su gomma.

Riporto alcune interessanti considerazioni fatte sul tema alcuni mesi fa da Maurizio Ionico.

Questa strada potrebbe essere perseguita ad esempio a seguito della risoluzione di emergenza che ho specificato sopra.

Ma come già detto sopra, per ora, sono solo ipotesi.

Una situazione generale come potete ben capire davvero complicata, alla quale spero si possa trovare immediatamente una soluzione efficace e positiva, ne va del bene di tutti e del territorio.

Concludendo, il Consorzio versa in queste condizioni anche per questi semplici e ovvi motivi:

per essere attrattivo verso l'esterno, per vendere i terreni a nuove aziende, devi avere infrastrutture adeguate, tutte cose che mancano e che dovevano essere già realizzate, punto.

Quando ho iniziato a fare politica attiva nel 2008 (6 anni fa) erano già urgentissime e già in ritardo a quei tempi le realizzazioni delle seguenti infrastrutture:

  1. dragaggi del Fiume Corno per riportare a -7,50 mt il fondale;
  2. realizzazione di raccordi ferroviari interni al Z.I. per collegare le aziende alla rete ed alla banchina portuale;
  3. realizzazione del 2° accesso stradale/ferroviario a est raccordandolo all'interporto di Cervignano;
  4. risoluzione del problema dei costi energetici trovando un accordo politico economico con la nuova centrale elettrica Edison insediata a Torviscosa.

Oggi, 5 marzo dell'anno 2014 siamo sempre li,

al punto zero e se aspettiamo ancora un po' al capolinea (mi auguro di no) .

In ballo c'è il LAVORO e il futuro delle persone e delle famiglie che vivono grazie a questa Zona Industriale, non dimentichiamolo.

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