Cronaca

Crisi dei voli: l'aeroporto del Fvg ha perso il novantacinque per cento dei transiti

Il calo di oltre il 70% dei transiti dall'inizio del lockdown e da dicembre il picco del 95%: si spera nell'estate e nei voli low cost

A partire dal lockdown cominicato a marzo del 2020, l'aeroporto di Ronchi ha perduto oltre il 73% del suo traffico passeggeri. A pagare il prezzo salatissimo della pandemia ancora in atto non è solo il centinaio di dipendenti dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari, ma anche tutto l’indotto che vi gravita attorno e che conta almeno 500 addetti: dal 10 gennaio scorso il traffico è precipitato del 95%.
Siamo di fronte ad una crisi inedita e non abbiamo esperienze pregresse sulle quali tararci” – va dritto al punto per la Fit Cisl Fvg, Antonio Pittelli, rimarcando l’asset strategico rappresentato dal trasporto aereo, che a livello nazionale, prima del Covid, pesava 3,6 punti di Pil e generava un valore economico di 485 euro per ciascun passeggero, al netto del costo del biglietto.
Riteniamo che l’agenda della Giunta regionale e del nuovo Governo debba avere al suo interno il rilancio di questo settore, che è  portante della nostra economia. Trasporto aereo vuol dire veicolare maggiormente il turismo e innescare un moltiplicatore di crescita che interessa tutti i settori dell’economia. E nella nostra regione significa soprattutto svincolarci da una situazione periferica assolutamente penalizzante, puntando anche su investimenti specifici a vantaggio del trasporto cargo che in Friuli Venezia Giulia detiene una quota importante dei traffici e del valore economico dello scalo”.
In questo momento – conclude Pittelli – non riteniamo opportuno e immediatamente utile il ricorso alle manifestazioni di piazza: certo è che restiamo pronti alla mobilitazione se questo tema non sarà tenuto nella massima attenzione”. 

Le previsioni

Non prima del 2024-2025: questa è la previsione per un ritorno al traffico pari a quello del 2019 di Iata, Ecac ed Enac, delle compagnie aeree e dei produttori di aeromobili e delle agenzie di rating a livello mondiale

A Ronchi si spera in una prima ripresa estiva e si punta sulle compagnie low cost per i voli nazionali e internazionali. Un occhio è puntato anche su Alitalia per ripristinare il secondo volo giornaliero per Roma e anche quello su Linate fermo da marzo 2019. 

Le reazioni della politica

«Le scelte fatte in passato sull'aeroporto del Fvg, dal necessario cambio dei vertici con quelli attuali, agli investimenti sul polo intermodale, ci permettono oggi di guardare con fiducia al futuro sviluppo dello scalo nonostante la difficile situazione globale. Ora spetta alla Giunta fare delle scelte sugli investimenti in prospettiva societaria, operativi e strategici anche in termini turistici». Lo affermano i consiglieri del Pd Mariagrazia Santoro, Diego Moretti e Sergio Bolzonello intervenuti durante l'audizione, in IV commissione, del presidente dell’Aeroporto del Fvg, Antonio Marano e dell’amministratore delegato, Marco Consalvo.

«Nel 2015, quando fu nominato l’attuale management dell’Aeroporto, si avviò un processo di risanamento e modernizzazione di uno scalo che si trovava in forti difficoltà operative, gestionali e di prospettiva. Oggi riscontriamo con grande soddisfazione che quelle scelte hanno permesso allo scalo di restare sul mercato e di fare ragionamenti sul suo futuro post covid» hanno aggiunto. «Il polo intermodale è un unicum in Italia, e rappresenta un investimento fatto anche nell'ottica di acquisire uno spazio rispetto alla concorrenza di scali come Venezia e Lubiana. Le future scelte logistiche e infrastrutturali da fare ora, hanno dunque un grosso peso: è necessario capire quanto la Giunta regionale, accanto alle scelte su equilibri societari e strategici, intenda investire sulle Frecce scegliendo strategicamente la fermata di Trieste Airport». Per questo, la consigliera Santoro ha chiesto quindi «l'attivazione di un tavolo in cui tutti i soggetti che operano nella logistica e nelle infrastrutture, possano essere ascoltati e dove la giunta potrà illustrare un relativo piano di prospettiva futura post covid».

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