L'accusa del Pd: in Fvg esito dei tamponi in ritardo e scarso utilizzo della app Immuni

Shaurli: "Servono ormai tra i quattro e i sette giorni dal momento della richiesta del tampone alla consegna del referto"

"I numeri confermano che il Friuli Venezia Giulia è in ritardo per quanto riguarda l'esecuzione dei tamponi rapidi. Come denunciamo da giorni, senza alcuna polemica, ma solo riportando decine di segnalazioni che ci arrivano da famiglie e territorio, servono ormai tra i quattro e i sette giorni dal momento della richiesta del tampone alla consegna del referto, con punte di attese fino a dodici giorni. Sono famiglie spesso con bambini devono recarsi a decine di chilometri di distanza, sopportare file e attese magari già con con qualche linea di febbre. La giunta Fedriga ha sottovalutato un problema facilmente prevedibile con la riapertura delle scuole e anche con le richieste dei settori produttivi. Altre Regioni, invece di protestare contro il Governo o scaricare sempre responsabilità su altri, si sono attrezzate: ad esempio l'Emilia Romagna nei prossimi giorni metterà a disposizione test sierologici rapidi e gratuiti nelle farmacie per gli alunni di tutte le scuole, i genitori e i familiari". Lo afferma il segretario regionale Pd Fvg Cristiano Shaurli, commentando i dati sulle attese per i tamponi e le percentuali di adesione suddivise per Regione all'app Immuni, rese note dagli organi d'informazione.

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"Anche sul fronte dell'applicazione 'Immuni' il Friuli Venezia Giulia - indica Shaurli - si colloca nelle posizioni di fondo classifica tra le Regioni italiani, ultima tra quelle del nord. Il presidente Fedriga si chieda se non ha influito la campagna personale che ha fatto contro l'applicazione nazionale, prima ritirando la disponibilità della Regione alla sperimentazione e poi dichiarando che è inutile. Ora che le positività tornano ad aumentare, gli chiediamo che la Regione utilizzi i suoi mezzi di comunicazione per invitare la popolazione ad aderire al tracciamento e - aggiunge - chiediamo a lui ed al suo assessore alla Sanità di non scaricare responsabilità su genitori e famiglie e di attivare invece una reale sanità di rete e territorio, in collaborazione con Comuni e Distretti sanitari".

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