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Scuolabus fermi per il lockdown: devono essere i Comuni a fare domanda al Governo

I benefici previsti possono arrivare fino a 200mila euro, per coprire il fermo lavoro dall’inizio dalla chiusura delle scuole a fine anno scolastico 2019/2020

Rudi D’Orlando, presidente regionale di Confartigianato Auto-Bus Operator FVG: «Soddisfazione perché il Governo ha raccolto la nostra richiesta, ma ora auspichiamo di vedere i Comuni a fianco delle nostre aziende. Se essi non fanno il primo passo, non ci saranno ristori». I Comuni del Friuli Venezia Giulia hanno tempo fino al 5 febbraio per richiedere al Governo i fondi necessari a ristorare le aziende dell’autotrasporto persone che assicurano il servizio di Scuolabus nel proprio territorio e che hanno subito pesanti ripercussioni a causa della chiusura delle scuole durante il lockdown della scorsa primavera. I benefici previsti possono arrivare fino a 200mila euro, per coprire il fermo lavoro dall’inizio dalla chiusura delle scuole a fine anno scolastico 2019/2020, ma è indispensabile che siano le amministrazioni locali a muovere il primo passo affinché le aziende possano beneficiare del provvedimento varato dal Governo nazionale. A tracciare il quadro del provvedimento entrato in vigore in questi giorni è Confartigianato Auto-Bus Operator Fvg, auspicando «di poter vedere i Comuni della nostra regione a fianco delle aziende del territorio», sottolinea il presidente regionale di settore, Rudi D’Orlando. «Purtroppo sono state diverse le aziende artigiane di trasporto delle persone con conducente che hanno subito duri contraccolpi in questi mesi – sottolinea il capogruppo – a seguito dell’improvviso stop del servizio di Scuolabus decretato a causa della chiusura delle scuole. Una perdita di lavoro che si è aggiunta a quella derivante dallo stop a tutte le altre attività vitali per questa categoria, dalle gite scolastiche a quelle legate a molteplici iniziative di enti, associazioni, gruppi di vario genere».

«Soddisfatti» per la risposta avuta dal Governo rispetto «a una precisa sollecitazione presentata da Confartigianato, ricorda D’Orlando, ora gli operatori sul territorio sperano di poter davvero incassare. Perciò, sintetizza, D’Orlando, «i Comuni devono presentare domanda al Governo entro il 5 febbraio. Il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti trasferirà le risorse alle amministrazioni richiedenti, che poi erogheranno il contributo alle singole imprese in forza dei contratti con esse conclusi». Scaduti i termini per la presentazione della domanda, un decreto direttoriale del Ministero individuerà i Comuni beneficiari e gli importi spettanti alle imprese.
 

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