«Covid e case di riposo, la Regione eviti i trionfalismi: ancora troppi aspetti da chiarire»

Critici i sindacati pensionati Cgil-Cisl-Uil: “Sull’isolamento dei contagiati a Trieste ancora nessuna misura”. Sollecitati dati aggiornati sulla situazione e indicazioni chiare agli ospiti delle strutture e alle loro famiglie

«Sulla gestione dell’emergenza Covid-19 in Friuli Venezia Giulia la Giunta regionale e l’assessore Riccardi farebbero bene a evitare trionfalismi. Se a livello complessivo, infatti, è vero che il Fvg presenta dati migliori rispetto alla media del nord, nell’area di Trieste si raggiungono livelli allarmanti di diffusione del contagio e di mortalità. Un dato che forse si sarebbe potuto contenere adottando da subito adeguate misure di protezione degli ospiti e degli operatori nelle case di riposo e nelle Rsa». A sostenerlo sono i sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil, che denunciano il mancato invio di dati aggiornati dopo l’incontro del 12 maggio –«che l’assessore si era impegnato a fornire in tempi brevi», sostengono – e l’impasse nella gestione dell’emergenza a Trieste.

La polemica

«Dopo l’abbandono dell’opzione traghetto, su cui anche noi avevamo espresso forti perplessità e che potrebbe peraltro comportare pesanti costi per l’Azienda sanitaria – affermano i segretari regionali Renato Pizzolitto (Fnp-Cisl), Roberto Treu (Spi-Cgil) e Magda Gruarin (Uilp-Uil) – siamo ancora in attesa che vengano individuate strutture per l’isolamento dei contagiati. Isolamento che la stessa Regione, a metà aprile, giudicava urgente. Al di là del rimpallo di responsabilità tra l’assessore e Azienda sanitaria sulla scelta della nave traghetto, poi abbandonata, resta la contraddizione stridente tra l’urgenza conclamata e il nulla di fatto che registriamo dopo più di un mese e mezzo di attesa».

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L'ultimatum

Da qui l’ultimatum che i sindacati lanciano all’assessore, sollecitando l’invio dei dati sull’andamento dei contagi nelle strutture e sulla situazione degli organici, oltre a un bilancio sugli interventi effettuati e a un cronoprogramma di quelli futuri. «Se da un lato siamo felici – concludono Pizzolitto, Treu e Gruarin – che si cominci a parlare di una riaperture delle visite e di un graduale ritorno della normalità, è indispensabile, nell’interesse di tutti, che questo avvenga nel rispetto delle regole e a fronte di un rigoroso monitoraggio della situazione. Questo anche per dare messaggi chiari agli ospiti e alle famiglie, che dopo un periodo di forzata interruzione dei contatti pretendono informazioni certe e garanzie non solo sulle visite, ma innanzitutto sui livelli di assistenza, sulla qualità dei servizi residenziali e sulle misure volte a prevenire e scongiurare la nascita di nuovi focolai di contagio».

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