Io Amo Udine: "Il Comune non stanzia nemmeno un euro a favore di imprese e famiglie udinesi"

La denuncia da parte del segretario Salmè che sottolinea come vi sia una disparità di trattamento nei sostegni assistenziali, tra i cittadini italiani e stranieri

La grande richiesta di buoni spesa alimentari a Udine (nella prima fase sono state 1500 i nuclei familiari che ne hanno fatto domanda, mentre la seconda fase è ancora in corso) indica il livello di disagio socio-economico in città, come pure le grandi diseguaglianze rispetto ad una città che vanta il terzo reddito procapite più alto in regione. 

In autunno

"Tutte le previsioni - commenta Stefano Salmè, segretario di "Io Amo Udine" - indicano che in autunno la situazione peggiorerà, considerato il modello economico della città, fatto di piccole imprese di servizi legate al settore Horeca (hotel, ristoranti, caffè) che subiranno un colpo durissimo dal prolungato periodo di chiusura. In questo frangente ci sono molte piccole partite iva che si stanno già orientando alla chiusura e hanno un urgente bisogno di sostegno economico, in primo luogo dall’istituzione che, storicamente, è la più vicina al cittadino, il Comune".
"Invece il comune di Udine, a guida leghista, - prosegue il segretaio - sta ripercorrendo gli stessi errori delle giunte precedenti. Vi è un’evidente disparità di trattamento nei sostegni assistenziali, tra i cittadini italiani e gli stranieri. Un tema che abbiamo spesso sollevato e documentato.

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I contributi

Una determina di oggi dei servizi sociali del Comune, stanzia un contributo “straordinario” di 9.540 euro a favore di 10 persone straniere. Nonostante le sacrosante ragioni di privacy, il dato che testimonia che i 10 beneficiari non sono italiani, è il riferimento nelle premesse al “D.lgs. 25.07.1988 , numero 286 Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina delle immigrazione e norme sulla condizione dello straniero. Nel frattempo riceviamo decine di segnalazioni di cittadini italiani di Udine che non riescono a ricevere un sostegno economico dalle assistenti sociali".

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