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Borgo Stazione: il coordinamento civico presenta il "cahier de doléances"

Il documento è stato consegnato al sindaco Honsell per segnalare le principali problematiche del plurietnico quartiere ferroviario del capoluogo friulano

Una delegazione del Coordinamento Civico Udinese "Borgo Stazione" è stata ricevuta ieri in Comune dal sindaco Honsell. Nel festeggiare il proprio decennale, il coordinamento di Borgo Stazione ha voluto incontrare il primo cittadino per un confronto sulle problematiche rilevate nel quartiere ferroviario, riguardo ai temi della sicurezza, del decoro e dell'integrazione. Al riguardo ha presentato un documento. Il sindaco ha assicurato di interessare direttamente il questore per le materie di competenza specifica dello stesso nonché di assumere iniziative in proprio in sede di riorganizzazione del servizio di polizia locale, non appena nominerà il nuovo comandante dei vigili urbani.

Riguardo alle prospettive sulla gestione del fenomeno immigrativo, Honsell ha detto di concordare con gli indirizzi del Coordinamento tesi, da un lato, all'assimilazione degli immigrati nella cultura della comunità ospitante, dall'altro, per quanto possibile, al privato rispetto delle tradizioni d'origine, come accaduto in pratica a tanta emigrazione friulana nel mondo.

Il testo del documento presentato:

Alla cortese attenzione del Sindaco di Udine

Prof. Furio Honsell

Oggetto: segnalazione problematiche sociali rilevate nel Borgo Stazione di Udine.

Gentilissimo,

il Coordinamento Civico Udinese "Borgo Stazione", nel festeggiare il proprio decennale, desidera sottoporLe quelle che ritiene le principali problematiche, ancorché non esclusive, rilevate nel quartiere ferroviario cittadino, condizioni importanti per una soddisfacente qualità della vita.

1) SICUREZZA: PRESIDIO ISTITUZIONALE FISSO E MOBILITAZIONE CIVICA.

Riguardo al tema della sicurezza, il Coordinamento ritiene inadeguata ogni garanzia non costituita sulla prevenzione ossia su un intervento istituzionale "motu proprio", non per forza "a chiamata" del cittadino, teso a deterrenza, non a semplice verbalizzazione successiva dei misfatti. Mancando questo, saremmo costretti a costatare l'assenza delle condizioni minime di tutela del cittadino nonché a trarne conclusioni conseguenti. Si rinnova quindi caparbiamente innanzitutto l'annosa istanza di un presidio fisso di personale in divisa sul piazzale della Stazione ferroviaria, personale di polizia municipale mobilitato direttamente dal Comune o forze dell'ordine statali attivate su sollecito dello stesso. Resta il fatto che il Coordinamento popolare di Borgo Stazione si dichiara comunque sempre favorevole anche a una volontaria mobilitazione civica integrativa dell'ordinario presidio di polizia, per cui si propone al Primo Cittadino una riflessione e un appello innanzitutto alle istituzioni e alle organizzazioni sociali con maggiore tradizione d'impegno sul territorio in termini di servizio d'ordine ausiliario e di protezione civile, ai fini di un'iniziativa sperimentale di prevenzione "partecipata" nel campo della sicurezza che può vedere nell'ordinariamente complessa realtà di una Stazione ferroviaria di questa parte d'Europa un laboratorio di buone pratiche di senso civico e solidarietà. Pur promuovendo fondamentalmente una cultura e una rete di mobilitazione popolare spontanea ed informale a tutela del bene comune, capace di sopperire legittimamente anche in parte alle carenze istituzionali, entro i limiti accettabili posti dalla Costituzione italiana, il Coordinamento seriamente s'interroga sui reali motivi del fallimento di recenti iniziative pubbliche regionali tese al reclutamento dei cosiddetti "Volontari della sicurezza" affidati al comando delle polizie locali, di cui si considera l'importanza e non si comprende il naufragio.

2) DECORO: TRASFERIRE LA PROSTITUZIONE E REPRIMERE GLI ABUSI.

Riguardo al tema del decoro, in Borgo Stazione, segnatamente nella zona nord, tra le Vie Ciconi e Percoto, va denunciato un significativo aumento della prostituzione in strada seguito al recente potenziamento dell'illuminazione pubblica. Al Primo Cittadino si chiede, per quanto di competenza, d'intervenire direttamente ovvero di sollecitare altre autorità statali competenti come minimo a trasferire tali attività fuori dall'abitato al fine di evitare alla popolazione residente disagi alla quiete pubblica, segnalati o meno dalla cittadinanza alle forze dell'ordine le quali comunque risultano senz'altro ampiamente informate sulla situazione. Di tali disagi al vivere civile riteniamo prime responsabili le Istituzioni di una Repubblica, dallo Stato al Comune, i cui ordinamenti o i cui servitori sembrano in difficoltà nel garantire condizioni utili di decoro e quiete pubblici e fors'anche di verifica sistematica dell'identità, dell'età e dei titoli di presenza dei soggetti operanti od intervenienti in quel particolare settore. Quale rispetto dovremmo avere per Istituzioni che certo sanno quanto dietro la prostituzione si celi lo sfruttamento più indegno delle persone? Signor Sindaco, per quanto di Sua competenza si attivi, e per quanto ne eccede, dica alle Istituzioni sovraordinate che gli Udinesi, i suoi concittadini, non sono stupidi od ingenui al punto di continuare a credere alle "fiabe". Altro aspetto riguardante il decoro ovvero l'occupazione abusiva o fortemente invasiva di suolo pubblico è quello inerente all'"usurpazione" dei marciapiedi da parte di ciclisti, da un lato, e dall'altro, di esercizi pubblici che, anche in Borgo Stazione, invadono quegli spazi assembrandovi arredi (botti, tavoli, sedie) ed animati avventori ed obbligando i pedoni ad andare in strada. Ferma restando la necessità di razionalizzare il sistema delle piste ciclabili segnatamente in Viale Europa Unita, riconoscendo in certi illeciti e pericolosi percorsi del ciclista tipo un appello implicito a rivedere i tragitti proposti, si richiama con determinazione l'Autorità municipale a far rispettare le regole e a non abbandonare i cittadini alla mercé dei prepotenti. Lo stesso vale genericamente per gli schiamazzi. Del pari, il già segnalato stato di particolari sporcizia e degrado di alcune zone del quartiere, segnatamente di quell'indecente "biglietto da visita" della città costituito senz'altro dal fronte ex Hotel Europa, impunemente ridotto a latrina a cielo aperto ed a teatro di pubbliche sconcezze, non ammette proroghe d'intervento.

3) INTEGRAZIONE: RIFONDARE UNA COMUNITÀ RICONOSCENDONE L''INVASIONE'.

Riguardo allo scottante tema dell'integrazione e, a monte, di quello dell'immigrazione, temi d'interesse continentale se non globale certo vissuti in Borgo Stazione in una dimensione locale particolarmente investita dai problemi ad essi correlati, il presente Coordinamento civico esprime gravissime riserve se non fiera opposizione rispetto a quelle che giudica irrazionali ed irresponsabili politiche dell'accoglienza a breve incapaci di corrispondere alle più elementari esigenze di ordinata e civile convivenza. Un quartiere udinese ridotto a ghetto, a suburbio alieno in espansione lungo le vie principali d'accesso al centro storico cittadino, con il fiato sul collo di un elemento locale, friulano ed italico, in ritirata, in rotta. Borgo Stazione non è stato sinora un esempio d'integrazione bensì d'invasione subìta e accettata talvolta anche di buon grado, magari per l'irresistibile fascino dell'esotico. Borgo Stazione è stato finora la "Caporetto" dell'elemento autoctono di fronte alle nuove immigrazioni. Gli autoctoni ora di fatto sono chiamati, loro, ad integrarsi, a fare buon viso a cattivo gioco, per ragioni di esiguità numerica. Ebbene questa non è, forse, violenza? Non è, forse, violenza anche o innanzitutto da parte delle Istituzioni che hanno permesso tutto questo, ubriacandoci di retorica dell'accoglienza, dell'antirazzismo, del globalismo e lasciandoci soli e sguarniti in balia degli eventi? Signor Sindaco, il minimo che possiamo chiederLe è rendere giustizia alla verità. In Borgo Stazione non c'è integrazione poiché non c'era una comunità forte e compatta ad accogliere ragionevoli numeri d'immigrati e oggi sempre meno i numeri pendono a favore dell'elemento autoctono che lentamente si ritrae di fronte all'avanzata degli ultimi arrivati. Oppure integrazione significa capannelli di studenti all'uscita di scuola o "in marina", in cerca dell'ebbrezza di un ambiente vagamente "off limits", richiamante i cliché di quella civiltà da sobborgo metropolitano che fa da sfondo a tanta cultura e sottocultura giovanile occidentale? Contro questo livellamento, sappia, Signor Sindaco, e riferisca pure a tutti i livelli, che il Coordinamento "Borgo Stazione" intende combattere, non foss'altro che per testimoniare ai posteri come non tutta Udine, non tutto il Friuli, non tutta l'Italia, non tutta l'Europa si sono piegati all'imposizione di modelli socioculturali dettati dai potenti della globalizzazione. A Lei e all'Istituzione che rappresenta chiediamo progetti d'integrazione e, perciò, di comunità che non significano innanzitutto estensione di tutti i diritti di cittadinanza quanto piuttosto una propedeutica coscientizzazione, una preventiva responsabilizzazione riguardo alle tematiche della convivenza e della rispettosa ed armoniosa integrazione nel contesto umano e storico ospitante. Gentile Signor Sindaco, il pianeta è di tutti, ma in ogni sua parte nuclei di Umanità hanno costruito proprie peculiari esperienze, certamente sempre in cammino, sempre in sviluppo, ma certamente sempre da rispettare e da cui prendere in ogni caso le mosse. Il Coordinamento "Borgo Stazione", anche richiamando gli indirizzi in materia dettati dal movimento civico culturale locale del "Fogolâr Civic", propugna senz'altro, come modello su cui rinnovare una coesione civica, quello bifronte di un'assimilazione fortemente integrante nei costumi sociali della realtà d'approdo e conservante, ad un tempo, il diritto ad un'identità culturale privata, individuale e collettiva. Rientra senz'altro negli orizzonti di una politica del sociale attenta ad un tempo alle categorie dei "nuovi poveri" nonché ai sempre più precari equilibri socioculturali sul territorio, la reiterata richiesta del Coordinamento "Borgo Stazione" per un impegno diretto dell'Amministrazione municipale a supporto economico di coloro che risultano impossibilitati a pagare le spese condominiali altrui, in base al principio di solidarietà passiva imposto dalla legislazione vigente, rispetto alla quale si rinnova senz'altro anche al nostro Sindaco l'invito a elevare fiera protesta ed a contribuire a una coscientizzazione del livello legislativo rispetto alle ricadute potenzialmente devastanti il tradizionale tessuto di tanti quartieri… Con riferimento specifico al Borgo Stazione, si sottolinea la necessità, per contingenti ragioni di equa amministrazione, di provvedere quanto meno "di fatto", in sede di applicazione dell'IMU e tassazioni affini, a un riconoscimento delle reali condizioni di declassamento dell'area, sino ad effettivo, auspicato, recupero in termini di qualità della vita. Un invito, Signor Sindaco, ad aprire magari un tavolo con gli amministratori condominiali, per avere il polso della situazione. Cosa buona e giusta potrebbe essere una verifica approfondita del tessuto sociale delle residenze e delle presenze nel quartiere ferroviario, da valutare in sede istituzionale.

Gentile Signor Sindaco, nel momento in cui nuovamente nella Storia prevalgano gli epigoni di Enea, non per forza indegni di rispetto, apprezzi e consideri chi legittimamente, però, ancora sostiene le ragioni di Turno ovvero degli autoctoni di ogni epoca e luogo, non contro possibili nuovi concittadini, ma facilmente, a lungo andare, contro un'ingiusta ed inesorabile cancellazione dei propri costumi di civiltà e qualità della vita, certo modificabili e migliorabili ma non per forza come atto dovuto.

Confidando in un'attenzione commisurata alla gravità delle possibili conseguenze

di una mancata od inadeguata considerazione dei problemi posti,

su scala globale quanto locale,

voglia gradire sinceramente

distinti, civici, cordiali

saluti

!

FRANCESCA DE MARCO

Presidente del Coordinamento Civico Udinese "Borgo Stazione"

e consulta civica di quartiere:

ELIO AIELLO

FERNANDO LUISI

NICOLA LUISI

MASSIMO NOCENT

LAURA PAVIOTTI

ALBERTO TRAVAIN

don TARCISIO BORDIGNON

Udine, 26.VIII.2013

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