L'Arlef e l'Azienda sanitaria della Bassa friulana uniscono le forze

Firmato un protocollo d'intesa per un progetto d'informazione sul plurilinguismo. Il friulano accompagnerà i genitori dei neonati per tutto il percorso infantile

 Prendere per mano i genitori nel momento più bello della loro vita, la nascita di un figlio, per informarli del valore aggiunto che un’educazione plurilingue ha sulla crescita di bambini con ampia ricchezza culturale e cognitiva.

E’ questa l’idea di fondo che anima il protocollo d’intesa che è stato firmato oggi nella sede della Regione di Udine tra la ARLeF – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane e la ASS 5 – Azienda per i servizi sanitari  “Bassa Friulana”, presenti anche i funzionari del Servizio regionale lingue minoritarie.

Con l’accordo i due enti  si impegnano ad attuare un progetto di informazione sul plurilinguismo, ed in particolare sull’utilizzo del friulano, rivolto ai neogenitori e per tutto il percorso materno infantile.

“Si tratta di un progetto strategico che la ARLeF ha proposto in prima battuta alla ASS 5 per la particolare sensibilità dimostrata dai suoi dirigenti e operatori nei confronti dell’uso della lingua friulana ma che contiamo di estendere, una volta consolidato, anche alle altre Aziende sanitarie che operano in territorio friulanofono”, ha spiegato il presidente della ARLeF Lorenzo Zanon.

“Vorremmo che sempre più famiglie abbandonassero la domanda che ancora spesso si ascolta, ovvero se sia meglio far imparare ai bambini l’inglese o il friulano, per capire che la giusta strada è quella di non porsi nemmeno questa questione e insegnare tutte e due le lingue e anche di più”, ha ribadito Zanon ricordando quanto sia cruciale oggi sviluppare nei più giovani la capacità di aprirsi al mondo  ma anche preservare in loro un forte senso di identità che può essere nutrito con l’amore per la lingua della propria terra.

Per parte sua la ASS. 5 non è nuova ad iniziative di promozione linguistica e garantisce un “terreno fertile” per accrescere sia negli operatori sia negli utenti la cultura del plurilinguismo.

“La nostra Azienda – ha spiegato il direttore generale, Paolo Bordon - ha un’identità sociale precisa, buona parte del personale medico, infermieristico e amministrativo parla friulano e sono quindi certo che le iniziative che svilupperemo all’interno della cornice tracciata dal protocollo con la ARLeF verranno attuate con slancio e professionalità. Di più, credo che questo sia un segnale di rispetto nei confronti dei nostri utenti”.

Oltre 250 operatori sanitari e amministrativi hanno partecipato a corsi di base e avanzati di friulano, sono state realizzate campagne informative con opuscoli e manualistica bilingui e iniziative con le scuole, è stato tradotto il sito internet, realizzata la cartellonistica nel distretto di San Giorgio di Nogaro, diffuso un videogioco in friulano per la prevenzione di alcolismo e tabagismo.

“Ma la vera novità di questo protocollo – ha commentato Bordon -  è che ora invece avremo modo di interagire a livello culturale: iniziare a diffondere questi valori nel momento più bello della vita di un uomo, la nascita di un figlio, mi sembra oltre che un’idea vincente anche un valore aggiunto per i nostri punti nascita e, poi, per tutto il percorso del materno infantile”. 

Nello specifico è stato il direttore della ARLeF William Cisilino ad illustrare le prime iniziative concrete a cui il protocollo darà seguito e che si amplieranno nel corso del 2013.

“Attueremo attività di pubblicizzazione ed informazione nei punti nascita, fornendo ai neogenitori un opuscolo nel quale si spiega l’importanza del plurilinguismo e una serie di materiale già prodotto da ARLeF per i bambini, come la Pimpa in friulano, la serie di cartoni animati ‘Omenuts’, e continueremo in tutto il percorso materno infantile fornendo materiale, ad esempio, in occasione delle vaccinazioni periodiche. Un’altra parte del progetto – ha infine concluso Cisilino – riguarderà la propedeutica formazione del personale infermieristico e ostetrico che avrà compito di informare e di distribuire il materiale”.

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