Clienti in regola, ma multa per le sedute troppo vicine, parla il direttore del Contarena "Farò ricorso"

E' polemica sulla chiusura del bar Contarena, multato nella giornata di ieri per non aver rispettato le distanze di sicurezza tra le sedute esterne al locale. Solo due giorni prima, racconta il direttore Ubaldo Leone, la Polizia locale lo aveva "minacciato di chiusura" per alcuni clienti rimasti nel locale oltre le 18.00

Le immagini delle videocamere di sorveglianza

Tre giorni di chiusura forzata e oltre 400€ di multa. E' quanto si è visto infliggere Ubaldo Leone, direttore dello storico locale Contarena in pieno centro cittadino.

La querrelle nasce nella giornata di ieri quando, la Polizia Locale, si è recata presso il bar constatando il mancato rispetto della distanza di sicurezza tra le sedute.

Il racconto del titolare

"Non mi capacito di questo espisodio dove il locale viene multato per il posizionamento scorretto delle sedie, quando non esiste alcuna normativa specifica sul distanziamento delle sedute - Ci racconta Ubaldo - Ho provato a dialogare con le forze dell'ordine che più di una volta nei giorni precedenti erano passati di fronte al locale senza avermi mai fatto alcuna segnalazione al riguardo. L'unica cosa sulla quale si erano espressi, due giorni prima, era il fatto che due clienti stavano lasciando il locale tre minuti dopo le 18.00. In quel contesto era giunta la minaccia di chiusura, ma sulla distanza tra le sedute non mi è mai stato fatto notare nulla".

"Sulle linee guida inoltre - prosegue Ubaldo - si parla di distanza interpersonale, facendo una netta distinzione tra sedie e persone. In questo caso però è stato il solo locale ad essere sanzionato".

La richiesta

"Ho scritto dunque una PEC direttamente al Sindaco e alle forze dell'ordine per chiedere la sospensione della chiusura per ragionevoli motivi - prosegue il direttore- Qui non è questione di chiedere elasticità, ma giustizia. Il danno per queste giornate di chiusura è ingente: si parla di quasi ottomila euro, in un anno nel quale le difficoltà sono state tante, troppe"

"Non capisco questo atteggiamento da parte delle forze dell'ordine quando, prima Friuli Doc, dalla Questura mi avevano gentilmente chiesto di allontanare ulteriormente i tavoli per garantire maggior sicurezza e senza esitare lo abbiamo fatto senza alcuna rimostranza, perchè è chiaro che siamo i primi a voler collaborare e a rispettare la legge - conclude - Quello che si è configurato è un'interpretazione personale della legge per "fare cassa" che nulla ha a che vedere con la collaborazione di cui parlo".

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