Il festival Contaminazioni digitali coinvolge le piccole comunità in una mescolanza d'arti

Alessandro Cattunar dell'associazione Quarantesettezeroquattro è direttore artistico del festival e spiega il senso di portare "Contaminazioni digitali" nei piccoli centri della regione

Un passo dopo l'altro, un'edizione dopo l'altra, il festival "Contaminazioni digitali" sta coinvolgendo sempre di più il pubblico dei piccoli centri regionali, introducendoli nel processo creativo degli artisti. Questo è solo uno degli scopi del festival, arrivato alla sua terza edizione, il cui senso ci viene spiegato dal suo direttore artistico Alessandro Cattunar, dell'associazione Quarantesettezeroquattro che organizza con la collaborazione del Css Teatro Stabile del Fvg.

«"Contaminazioni digitali" ha l'intento di mescolare diversi linguaggi artistici, dove tecnologia e multimedialità abbracciano l'arte e dove l'obiettivo principale è mettere in contatto artisti, teatranti, registi e musicisti con coloro che sviluppano nuove tecnologie. Proprio per questo una buona parte della nostra programmazione è composta da progetti completamente nuovi che nascono da collaborazioni create dal festival stesso».

La terza edizione del festival fa incontrare arte e tecnologia, e approda in diversi comuni della regione. Primi fra tutti, i comuni di Cormons a Artegna, che a partire da giovedì 6 giugno, per due weekend (6 giugno Medea, dal 7 al 9 giugno Cormons, dal 21 al 23 giugno Artegna), saranno protagonisti di performance, video, concerti, proiezioni e workshop che intercettano territori d’esperienze condivise con il pubblico e spazi collettivi di svago.

«Un altro obiettivo fondamentale del festival è portare queste contaminazioni non nelle grandi città dove le realtà tecnologiche sono già avanzate, ma in piccoli centri dove gli artisti si creno uno spazio all'interno di una ristretta comunità. L'idea nata tre anni fa è di portare proposte internazionali nei piccoli centri, in modo che gli artisti siano spinti a collaborare con le comunità adattandosi agli spazi che queste offrono. In questo modo, inoltre, gli stessi abitanti dei paesi si sono pian piano abituati a farsi coinvolgere».

Fra gli artisti, il rapper Doro Gjat, il cantante icona underground Chris Imler, la Compagnia di danza contemporanea Arearea, la Compagnia Teatro della Sete, l’attore e regista Luciano Roman, il duo electroprimitivism The Junkologist e l’attrice Giuliana Musso insieme a Giovanna Pezzetta e Leo Virgili.

Tra gli spettacoli da non perdere, alcune produzioni nuovissime.  In occasione del cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo, Contaminazioni digitali dedica la sua proposta al Maestro di Vinci focalizzando l’attenzione su uno dei temi cardine della sua produzione: il rapporto tra esteriorità e interiorità. Un’ampia parte del programma sviluppa questo tema soffermandosi sulla capacità dell’arte unita alle nuove tecnologie di rappresentare i legami tra corpo e anima dando seguito a molti degli esperimenti leonardeschi. Artisti in residenza da 10 giorni a Cormons proporranno questo spettacolo di ricerca su Leonardo che mescola i suoi disegni, la danza, le proiezioni olografiche e il videomapping, l'8 giugno a Cormons e il 22 ad Artegna. 

Una nuova produzione in collaborazione con il Teatro della Sete è "s/confinate", e «anche in questo caso il lavoro è sulla contaminazione tra linguaggi, in questo caso teatro e videoproiezioni, con un focus sul racconto di tre figure femminili che, in tre epoche diverse, sono costrette in spazi e relazioni sociali ma che hanno ancora la forza di sconfinare con il pensiero».

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