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Uomini e mezzi del Consorzio impegnati da Gemona a Grado su un territorio di 200mila ettari

Le precipitazioni diffuse nell’intero comprensorio state ben assorbite dalla rete idrografica in gestione

Il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana è stato impegnato con uomini e mezzi in tutto il comprensorio di sua competenza per la gestione e la risoluzione delle problematiche conseguenti all’evento meteorologico dei giorni 28 e 29 ottobre. Il personale esterno (una trentina di operatori tra addetti alle prese, elettricisti, addetti alle macchine operatrici e idrovoristi), si è prodigato tra domenica e lunedì per porre rimedio alle situazioni più critiche sul territorio di propria competenza, coadiuvato dal personale d’ufficio, in costante collegamento anche con la Sala operativa della Protezione Civile regionale di Palmanova. A relazionare sugli ultimi eventi che hanno impegnato il consorzio è stato il consiglio dei delegati, che in vista dell'approvazione del bilancio di previsione 2019 ha fatto il punto dei numerosi lavori in realizzazione e della situazione economica finanziaria.

I numeri

Le precipitazioni diffuse nell’intero comprensorio (che si estende da Gemona del Friuli a nord arrivando a Lignano e a Grado a sud, per una superficie complessiva di circa 200.000 ettari) sono state ben assorbite dalla rete idrografica in gestione. Le precipitazioni registrate variano da una trentina di millimetri lungo la fascia costiera a circa 160 mm nella parte più settentrionale del Comprensorio. Nella giornata di lunedì è entrato in funzione anche il canale scolmatore che dal Corno adduce le portate in eccesso nel fiume Tagliamento, con valori massimi di portata di 25 m3/s, sollevando dal rischio esondazione tutti i territori rivieraschi di valle lungo l’asta del torrente Corno (Coseano, Mereto di Tomba, Codroipo, Rivignano Teor)  e del Fiume Stella, che nonostante le piogge non intensissime evidenziavano livelli idrometrici elevati stante il vento di scirocco e l’elevata marea che riducevano la capacità di deflusso a mare.

Il fiume Tagliamento 

La piena del Tagliamento ha comportato la chiusura temporanea, nel pomeriggio di lunedì 29, della derivazione presso la presa di Ospedaletto a causa dei livelli idrometrici elevati e del notevole trasporto solido (ghiaia, tronchi, ramaglie), che mettevano a repentaglio la regimazione idraulica nei canali. L’intero sistema derivatorio gestito dal Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, che si estende per oltre 350 km solcando la pianura del Medio Friuli, è stato quindi alimentato, per parecchie ore, dal solo Fiume Ledra presso il nodo idraulico Andreuzza, in comune di Buja. Il personale consortile ha presidiato con costanza l’opera di presa realizzata nel 1911 e solo nel pomeriggio di martedì 30 ottobre è stato possibile procedere al ripristino della derivazione in condizioni di sicurezza.

La manutenzione ordinaria

“Il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana - commenta la presidente Rosanna Clocchiatti - ha confermato di essere un ente importante per la gestione del territorio non solo in condizioni ordinarie per le attività istituzionali di bonifica e irrigazione, ma anche nelle situazioni emergenziali a supporto della Protezione Civile regionale e dei Comuni, con i quali vi è un rapporto di consolidata collaborazione che consente di ridurre i tempi di interventi ed evitare inutili e dispendiose sovrapposizioni. In occasione di eventi meteorici come questo appena accaduto si manifesta chiaramente la necessità - conclude la presidente - di proseguire ed intensificare l’attività di costante e diffusa manutenzione della rete idrografica regionale, e in tale contesto il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana e la Regione dovranno proseguire la proficua collaborazione per l’individuazione delle priorità e l’assegnazione delle risorse finanziarie necessarie”.

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