A San Daniele del Friuli 110 aziende rischiano la chiusura

Presentata la ricerca svolta da Confesercenti Fvg sul territorio: inaugurato anche il nuovo sportello collinare

Parlano chiaro i dati emersi dalla ricerca svolta da Confesercenti Fvg sul territorio di San Daniele del Friuli: 110 le aziende che rischiano di chiudere. Il Covid-19, infatti, sta colpendo duramente anche la nostra Regione e gli imprenditori, piccoli e grandi.

La ricerca

Proprio per descrivere questa difficile realtà, Confesercenti Fvg ha elaborato una ricerca - "Misure a tutela delle PMI Micro Piccole e Medie Imprese settori commercio turistico alberghiero" - per mettere in evidenza il possibile scenario del prossimo futuro, oltre quello che è già sotto gli occhi di tutti.

Nuovo sportello

A presentare i dati, nella sede del Comune di San Daniele, in presenza del sindaco Pietro Valent, il direttore di Confesercenti Fvg, Alberto Cicuta, e il vicepresidente, Marco Zoratti. Con l’occasione, inoltre, è stato inaugurato lo sportello di Confeserecenti che sarà aperto nella sede comunale di Villa Serravallo e sarà operativo il giovedì dalle 9 alle 13. A commentare il "taglio del nastro" ci ha pensato Zoratti ricordando come "l’apertura di questo sportello ci consente una presenza stabile nel territorio del Collinare. Potremo essere sempre più vicini agli esercenti per offrire loro una costante consulenza su materie ordinarie ma soprattutto a coloro che in questo momento potrebbero essere in difficoltà e affidarsi a soluzioni apparentemente più semplici, ma pericolose, faccio riferimento, ad esempio, all'usura".

La situazione

Secondo i dati elaboratori dal centro studi di Confesercenti Fvg, con ogni probabilità, delle 244 aziende operanti nei settori commercio e turistico-alberghiero, nel Comune di San Daniele, il 20% (ovvero 49) non alzerà le serrande o le chiuderà fin dalla primissima fase di apertura. "Se non si interverrà prontamente - si legge nel documento - questo numero tenderà a crescere nei mesi successivi", per la difficoltà delle imprese nel fronteggiare le spese incomprimibili (locazioni, utenze ed eventuali imposte non progressive). Alle prime chiusure si potrebbe aggiungere un ulteriore 25%, portando così il totale a 110, delle quali 85 a rischio sociale: dietro ogni attività c’è una famiglia e ci sono dei dipendenti che si ritroverebbero senza entrate. Ciò avrebbe ricadute negative per tutta la collettività. "Con ogni probabilità - stando alle analisi effettuate - parte di queste attività verranno rilevate a prezzi stracciati e a canoni locativi ridotti. Ciò avrà ovvie ripercussioni sia per la qualità dell’offerta, sia per il rischio concreto, già evidenziato dalle Prefetture, di infiltrazioni della criminalità organizzata".

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Le proposte

Per ovviare a questa situazione di crisi, l'associazione di categoria ha presentato alcune proposte all'amministrazione di San Daniele. Dal raddoppio (o nuova concessione) del plateatico esterno per i pubblici esercizi; allo sconto o cancellazione di Tari, Tosap o Cosap, le ultime due, non solo per i commercianti, ma anche per gli ambulanti. È stato anche proposto l'acquisto di totem-distributori di mascherine, guanti e igienizzanti, da installare all’interno degli esercizi pubblici o in prossimità dell’ingresso, a favore di clienti e cittadinanza. Inoltre, è stata richiesta la rimozione temporanea (per la sola fase 2) di tutte le Ztl sul territorio comunale, al fine di facilitare la modalità vendita con asporto e ridurre il costo della consegna all’imprenditore e al cliente finale. È stata anche proposta l'attivazione di campagne marketing atte a sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza, e i vantaggi, di acquistare nei negozi di vicinato. Allo stesso modo è stata suggerita l’attivazione di portali web con applicazioni (Android e iOS) per promuovere la realtà commerciale cittadina.

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