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Confagricoltura Fvg: "No agli Ogm di importazione"

"Sulla materia, in assenza della possibilità di coesistenza ci vuole coerenza": lo dichiara il consigliere Venier Romano alla II Commissione consiliare

«Dopo che l’Europa se ne è lavata le mani, sul tema ogm l’Italia ha assunto una posizione ambigua: da un lato vieta la coltivazione di piante ogm, dall’altro consente l’importazione di prodotti e mangimi. Occorrerebbe maggior coerenza: se non è possibile coltivarli, come ha stabilito anche la nostra Regione con una sua propria legge, non si devono neppure importare e commercializzare».

È questo il punto di vista di Confagricoltura Fvg espresso dal consigliere Giorgio Venier Romano in II Commissione consiliare, durante un’audizione specifica. «Se non usiamo il principio della coerenza – prosegue Venier Romano – prendiamo in giro i consumatori. Gli ogm che abbiamo lasciato fuori da porta (con scarsa visione lungimirante, a nostro avviso), li facciamo entrare dalla finestra attraverso le importazioni di cereali e legumi ogm che vengono utilizzati nella composizione dei mangimi che alimentano i nostri animali: vacche e maiali in primis.

Si pensi che, a esempio, una grande cooperativa regionale, solo di soia ogm importa annualmente quantità per un valore pari a 4,5 milioni di euro. Soia che va a finire, legittimamente al momento attuale, nelle filiere zootecniche e, infine, nei piatti dei consumatori», conclude Venier Romano per Confagricoltura Fvg.

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