Si aggravano le condizioni di Gianpiero: "la malattia ha continuato il suo lavoro"

L'aggiornamento della moglie Barbara: "Per varie complicanze la chemio è stata assunta per meno di un mese. I medici dicono che non c'è nulla da fare, ma Gianpiero continua a lottare"

Gianpiero Saglimbene con la moglie Barbara

Di Gianpiero Saglimbene, militare pugliese di stanza a Codroipo, e della sua battaglia, abbiamo cominciato a scrivere nel maggio del 2019: la diagnosi di un sarcoma molto grave e aggressivo non gli dava scampo e l'unica possibilità era farsi operare dall'altra parte dell'oceano. Una raccolta fondi, la speranza, il viaggio, l'operazione e il rientro a casa: questa è stata la sua storia fino a oggi.

Le condizioni di salute

Le sue condizioni di salute, dopo la speranza, tornano però ad aggravarsi: Gianpiero Saglimbene, sergente maggiore dell'Esercito, originario di San Severo sta male. Nei giorni scorsi sua moglie Barbara Rado, aveva annunciato su Facebook un lieve peggioramento delle metastasi sulla colonna vertebrale. 

Il post della moglie Barbara

Nella giornata di ieri, è arrivato un nuovo aggiornamento, e le notizie non sono delle migliori: "Gianpiero il 29 ha avuto una grave complicazione ai reni e vescica, che in seguito miracolosamente si è risolta quasi completamente, se non fosse che uno dei due reni è rimasto un po' affaticato. La malattia ha continuato il suo lavoro, anche perché per varie complicanze, la chemioterapia è stata assunta per meno di un mese, a singhiozzo.

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Anche se i protocolli che i medici propongono sono purtroppo i medesimi dello scorso anno (nello stesso periodo) e cioè che non c'è nulla da fare, a parte l'accompagnamento alla morte con alcuni farmaci; lui è riuscito a dire, seppur con un filo di voce, che intende continuare a lottare per la sua vita fino alla fine. È inutile dirvi il mio pensiero, già lo immaginerete, ma per chi ancora non lo sa, io intendo combattere fino alla fine con lui e per lui, affinché gli venga dato il sostegno per continuare la sua lotta. Nessuno può togliere il diritto alla vita, il diritto di scegliere se combattere o mollare. Finché lui lo vorrà. A voi tutti, chiedo umilmente di pregare per lui".

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