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Giovedì, 2 Febbraio 2023
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Concorso sulla sostenibilità, ma il premio è un buono Amazon: la polemica

La Regione Friuli Venezia Giulia ha indetto un concorso video per giovani, con tema la sostenibilità. Il Patto per l’Autonomia annuncia un’interrogazione: «Dare un buono Amazon come premio è come un fucile in premio per la pace. Scelta imbarazzante»

Il concorso si chiama “La nuova generazione verde: prospettive per un futuro sostenibile e inclusivo”, ed è promosso dalla Regione Fvg nell’ambito del programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Slovenia 2014-2020 e dedicato a giovani videomaker. Fin qui tutto bene, se non fosse che il primo premio è un buono di Amazon del valore di 250 euro. Scelta giudicata "imbarazzante" dal capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo, che ha annunciato il deposito di una interrogazione alla giunta Fedriga.

«Che l’Amministrazione Fedriga fosse impegnata in una evidente operazione di greenwashing, celando dietro un manto di retorica verde pratiche e investimenti che nulla hanno a che fare con la difesa dell’ambiente, lo denunciamo da tempo. Ci sono, però, degli elementi che superano la soglia del buongusto e vanno chiariti. Per questo stiamo depositando un’interrogazione per chiedere alla Giunta come è possibile che un concorso per giovani videomaker promosso dalla Regione abbia come primo premio un buono Amazon», dichiara Massimo Moretuzzo. «Da una parte, nel bando del concorso si indicano come temi da approfondire gli esempi di azioni sostenibili, la valorizzazione delle risorse locali, il senso di appartenenza e di comunità; dall’altra, si incentivano i giovani partecipanti a perseguire un modello di sviluppo come quello rappresentato da Amazon che va in tutt’altra direzione».

Secondo Morettuzzo, tutto questo significa incentivare uno dei simboli di «un modello economico profondamente insostenibile dal punto di vista ambientale, dei diritti del lavoro e della tutela delle produzioni locali. Sarebbe come scegliere un fucile come premio per la pace!». «Con queste considerazioni – continua Moretuzzo –, non intendiamo negare gli aspetti positivi del commercio online, che rappresenta sicuramente una parte importante dei sistemi produttivi e distributivi del prossimo futuro, ma siamo convinti che a essere supportate nello sviluppo del commercio online debbano essere le nostre aziende, le nostre filiere, i nostri prodotti locali, con piattaforme che operano nel rispetto dell’ambiente e di chi lavora». 

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