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Concorrenza sleale: "il costo del lavoro nell'est europa è ridicolo"

Il presidente Fontanini riceve decine di lettere dalle aziende in crisi. "Il Fvg viene schiacciato dall'ingresso di prodotti comunitari ed extracomunitari"

Sono sempre più frequenti le lettere che giungono sul tavolo del Presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, da parte di aziende del nostro territorio che non riescono più a reggere la competizione di prodotti che arrivano dall’estero, Est Europa in primis. “Molti imprenditori mi comunicano il loro stato di crisi a causa di manufatti a prezzi stracciati che arrivano da Polonia, Romania, Bulgaria. E’ evidente che la concorrenza sleale non si configura soltanto per le grandi produzioni, ma anche per quelle piccole”. L’ultimo grido di allarme porta la firma di una ditta con una trentina di dipendenti insediata in provincia di Udine che si occupa di realizzare serramenti in pvc. “Il titolare – rende noto Fontanini – non riesce a fronteggiare la concorrenza con i serramenti made in Polonia e Romania. L’assurdità di questa ed altre analoghe situazioni che si ripetono per diverse tipologie di manufatti è che molta ricchezza del Friuli viene schiacciata dall’ingresso dei prodotti comunitari ed extracomunitari”.

Il ridicolo costo del lavoro negli Stati dell’Est determina la concorrenza sleale nel prezzo finale del prodotto, “l’Europa aperta a questi Stati sta infliggendo duri colpi al tessuto produttivo locale. Oltre ai grandi gruppi industriali che spostano l’attività in quelle aree, anche i piccoli e medi imprenditori che, coraggiosamente decidono di restare in Friuli si vedono costretti a subire invasioni di campo a causa dei prodotti che dall’Est ritornano qui da noi e sbaragliano il campo alla nostra produzione locale con il sotto-costo. I serramenti possiamo costruirli qui da noi, nella nostra terra, con i nostri lavoratori”. Oltre ai serramenti in PVC provenienti dalla Polonia, ci sono anche quelli che arrivano da Romania, Ungheria e Croazia, in condizioni di concorrenza sleale e di assenza di certificazione e controllo delle norme esistenti (tenuta all’aria, prestazione termica, etc.). Fontanini, sul caso specifico dei serramenti, ricorda che l’Anfit, Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy, accusa di «concorrenza sleale» i produttori polacchi di infissi e finestre: alla luce della presenza di alcuni espositori polacchi alla fiera MADE expo 2012 di Milano, denunciò l’invasione dei prodotti fabbricati in Polonia e importati nel nostro Paese a basso costo, ma non a norma e di qualità scadente. Inoltre, i serramentisti dell’est Europa sono accusati dall’Associazione di utilizzare i fondi comunitari per le attività promozionali del loro export.
 

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