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La guerra del Tagliamento: i comuni del medio corso si uniscono contro le opere volute dalla bassa friulana

Le amministrazioni comunali del medio corso del Tagliamento hanno indetto diverse assemblee pubbliche a difesa del fiume

I sindaci e i rappresentanti dei Comuni del medio corso del Tagliamento, nelle settimane scorse si sono riuniti più volte preoccupati dal proposito dell'amministrazione comunale di Latisana nel perseguire la realizzazione, nell’area del medio corso del Tagliamento, di opere di regimentazione del fiume per la laminazione delle piene.

Opere osteggiate, a più riprese, dalla popolazione locale, che vedrebbe compromesso il proprio territorio, ambiente unico ed irripetibile ed il corso di un fiume, il Tagliamento, unanimemente riconosciuto come patrimonio naturale unico nel suo genere in Europa.
Gli amministratori hanno concordemente ritenuto di organizzare prossimamente delle apposite assemblee pubbliche nei rispettivi Comuni per informare la gente, la stessa gente che si è battuta con forza e determinazione e con successo contro la realizzazione delle casse d’espansione tra i ponti di Pinzano e Dignano e prima ancora contro la realizzazione della diga sul ponte di Pinzano.
Informare ma anche stimolare l’impegno e la mobilitazione delle popolazioni che da quasi cinquant’anni sentono la minaccia di opere che, dopo i prossimi lavori di ulteriore diaframmatura degli argini presso Latisana a cura della Regione Friuli Venezia Giulia, l’ulteriore auspicata diaframmatura in sponda destra (Regione del Veneto) e la necessaria e prevista ricalibratura del canale scolmatore Cavrato, sarebbero da ritenersi non solo dannose ma superflue ed inutili. Per questo un anno fa, in risposta a sollecitazioni della Direzione di Protezione civile nazionale, le Amministrazioni dei Comuni del medio corso, con documento congiunto ed approvato dai rispettivi Consigli comunali, si erano dette contrarie alla formazione di una ulteriore commissione per lo studio di opere di laminazione fino a che non fossero ultimati i lavori di difesa suesposti. Le Amministrazioni dunque, unanimi e concordi, hanno risolutamente stabilito di promuovere questi incontri sul territorio per dare consapevolezza alla popolazione della minaccia incombente sul tratto di Tagliamento di propria competenza e di muoversi uniti per contrastare efficacemente qualsiasi opera che comprometta l’alveo del fiume. Le assemblee pubbliche saranno precedute da uno specifico ordine del giorno che verrà portato in discussione e in approvazione nei rispettivi Consigli comunali dei comuni coinvolti. Non siamo disponibili ad assistere, senza che le autorità preposte facciano sentire la propria voce, a previsioni di attività ed investimenti turistici nella foce del fiume e quindi in una situazione di rischio in caso di piene ed in contemporanea sentirci chiedere che dobbiamo accettare opere di laminazione nel nostro territorio per prevenire i danni da esondazione nella bassa friulana. In
presenza tra l’altro di soluzioni proposte dal Laboratorio Tagliamento che prevedono non solo la totale realizzazione delle opere nella bassa friulana previste dal piano stralcio ma anche eventuali opere aggiuntive da realizzarsi in prossimità di dove avvengono le esondazioni. Che è quello che suggeriscono e caldeggiano esperti e studiosi di livello internazionale: le opere per la salvaguardia dalle esondazioni di un fiume, affinché siano efficaci, vanno sempre fatte il più vicino possibile a dove le esondazioni avvengono.

Le Amministrazioni comunali di Ragogna, Pinzano al Tagliamento, Forgaria nel Friuli, San Daniele del Friuli e Dignano, Vito d’Asio.

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