"Centazzo", il Comune risponde: «Una negligenza dei Rangers, non un problema burocratico»

Palazzo D'Aronco rimanda al mittente le dichiarazioni del direttore sportivo Petriccione, e si riserva di agire legalmente per difendersi dalle accuse riferibili "alle dichiarazioni apparse"

La questione del "Centazzo" di via Della Roggia continua a far discutere. In un'intervista rilasciataci da Alessandro Petriccione, direttore sportivo dei Rangers - la società che di fatto usufruisce dell'impianto senza però essere titolare di una concessione -, il dirigente usava toni forti: la macchina amministrativa comunale avrebbe forti responsabilità nella vicenda - a suo parere -. La replica del Comune - in particolare del  Dipartimento Servizi alla Persona e alla Comunità e del Servizio Infrastrutture - non si è fatta attendere, e contribuisce a chiarire diversi punti della vicenda. 

Premesso che l'impianto calcistico circoscrizionale “Centazzo” è di proprietà del Comune di Udine e che spetta a quest'ultimo, come previsto dalla legge, decidere se gestire direttamente i propri impianti sportivi, oppure affidare tale gestione alle società od associazioni sportive dilettantistiche utilizzando i diversi strumenti predisposti dalla legge stessa, da tanti anni il Comune di Udine ha optato per la seconda soluzione affidando, di regola, la gestione di tutti gli impianti calcistici comunali alle associazioni sportive di calcio che operano nel territorio di riferimento degli impianti stessi, nel rispetto delle procedure fissate in un regolamento approvato dal Consiglio Comunale nell'ormai lontano 2007.

Anche nel caso del “Centazzo” questa regola è stata rispettata. L'ultima concessione triennale di gestione è scaduta nel gennaio 2013, dopodiché il Comune, pur avendo avviato la procedura selettiva prevista dal regolamento, a seguito dell'intenzione manifestata dall'A.S.D. Rangers di realizzare un importante progetto di miglioramento strutturale dell'impianto, ha interrotto tale procedura, nell'attesa che la società sportiva definisse compiutamente e concretamente i contenuti del progetto stesso e le relative fonti di finanziamento. A distanza di parecchi mesi dalla suddetta manifestazione di interesse, la Società sportiva ha comunicato che il progetto era tramontato, cosicché il Comune ha disposto la prosecuzione della procedura selettiva alla quale l'A.S.D. Rangers ha effettivamente chiesto di partecipare e dalla quale è stata però esclusa per avere omesso la presentazione di un documento essenziale ai fini di tale partecipazione. Non si tratta quindi di un “problema di carattere burocratico”, ma di una negligenza la cui responsabilità ricade esclusivamente sull'Associazione sportiva e non sul Comune che facilita in tutti i modi la presentazione delle offerte e dei progetti, predisponendo moduli e fac-simili per tutti i documenti da presentare (e quindi anche per questo) e garantendo alle società sportive interessate tutte le informazioni e i chiarimenti che chiedono in queste occasioni.

Dopo la prima procedura selettiva, conclusa senza alcun affidamento della concessione, il Comune ha indetto una seconda procedura (settembre 2014), andata deserta per mancanza di partecipanti ed una terza procedura (novembre 2014), andata anch'essa deserta per mancanza di partecipanti, nonostante fosse stato deciso persino un aumento dell'importo del contributo di gestione posto a base della procedura stessa.

Nel frattempo, nel corso dell'intero periodo di cui si sta parlando, la gestione dell’impianto ha continuato ad essere affidata, mediante una serie ininterrotta di proroghe tecniche, all’ASD Rangers.  «Questa intensa attività – interviene l'assessore comunale all'Educazione, Sport e Stili di Vita, Raffaella Basana – dimostra che l'Amministrazione si è spesa molto per provvedere alla nuova concessione dell'impianto». 

Visto l'esito delle gare e per consentire a bambini e famiglie di poter proseguire la propria attività sportiva, il Comune ha deliberato (e non poteva fare che questo) di riassumere in proprio, con decorrenza da dicembre 2014, la gestione dell’impianto, curandone i servizi di conduzione in parte direttamente con le proprie risorse umane, in parte mediante affidamento in appalto della gestione di singoli servizi. Ad esempio, da allora a tutt'oggi, la manutenzione dei campi da gioco è curata dai tecnici del Servizio Infrastrutture 1 – U.O. Sport impianti minori - che hanno garantito tutti gli interventi necessari al normale svolgimento dell’attività sportiva praticata.

Riguardo alla manutenzione dell'impianto, nel periodo tuttora in corso di gestione diretta dell'impianto da parte del Comune, a differenza di quanto affermato sulla stampa dall'Associazione Sportiva,  è stata eseguita una nutrita serie di interventi di manutenzione strutturali ed impiantistici che hanno ripristinato sul piano tecnico la funzionalità dell'impianto sportivo precedentemente affidato alla società.

«Non è vero, quindi – prosegue Basana – che, come afferma la società 'tutto funziona in malo modo" e le tre problematiche riportate nell'articolo risultano superate. Nel dettaglio, l'impianto luci è stato ripristinato, lo sfalcio dell'erba mi risulta essere stato effettuato e i problemi sulla regolazione della temperatura dell'acqua non sono mai stati segnalati al Comune se non adesso attraverso la stampa. Problematica, quest'ultima, tra l'altro già presa in carico. A riprova di questo non risulta pervenuta alcuna segnalazione da parte della Federazione Italiana Gioco Calcio in ordine alle condizioni dei terreni di gioco, né risultano comminate sanzioni di alcun genere alle ASD utilizzatrici dell'impianto”.

Altro punto quello relativo al chiosco. Il Comune di Udine aveva affermato la possibilità di utilizzare temporaneamente una struttura mobile nelle more della realizzazione di una struttura definitiva. «Nell'articolo apparso – si legge nella nota redatta dagli uffici del Comune – non emerge però il fatto che l'Amministrazione aveva più volte chiarito che per chiedere di poter realizzare qualunque struttura temporanea o fissa all'interno di un impianto sportivo appartenente al Comune bisogna averne idoneo titolo giuridico, significando ciò che la società avrebbe potuto chiedere l’autorizzazione ad installare un nuovo chiosco solo nel momento in cui sarebbe risultata legittima affidataria della nuova concessione di gestione dell'impianto».

L'Amministrazione comunale, inoltre, aggiunge che, nel quadro di un'azione (ancora in corso) mirata alla ridefinizione del modello di riferimento dei rapporti convenzionali con tutte le società di calcio concessionarie di gestione degli impianti, azione condivisa con le stesse società e con la FIGC regionale in un tavolo di lavoro promosso dall'assessorato allo Sport, si è sviluppata una fitta rete di incontri con le realtà sportive per individuare le possibili soluzioni delle diverse problematiche segnalate dalle stesse, in funzione del prossimo complessivo riassetto dei rapporti. Nel caso dell'ASD Rangers questi incontri si sono estesi anche alle problematiche specifiche dell'impianto in parola e hanno peraltro consentito a quest'ultima di ricevere utili aggiornamenti sulle attività in corso in merito alla nuova struttura del rapporto-tipo con le società sportive.

«In conclusione – continua ancora l'assessore – non solo rimando al mittente l'accusa di inerzia ed ostruzionismo riportata nell'articolo, ma ribadiamo la volontà dell'Amministrazione e dei suoi uffici di tenere le società sportive nella massima considerazione in relazione all'importante ruolo sociale che le stesse svolgono nella comunità locale. Risulta pertanto incredibile e inaccettabile che i tecnici del Comune di Udine siano assimilati  o anche solo accostati ai soggetti che si sono resi protagonisti dei recenti fatti criminosi scoperti nel Comune di Roma, che nulla hanno a che vedere con i fatti e le attività di cui si sta parlando nel contesto dell'impianto calcistico Centazzo».

Allo scopo di tutelare l'onorabilità e l'immagine stessa dell'Amministrazione, gli uffici rendono noto che valuteranno, insieme con l'Avvocatura del Comune, se e come adire le vie legali in merito alle dichiarazioni apparse. Per questo motivo, insieme con l'ufficio legale del Comune stiamo valutando allo scopo di tutelare la loro onorabilità e l'immagine stessa del Comune che non può essere offuscata dal lancio di accuse così gravi, pretestuose e del tutto immotivate.

«Spiace per i toni accesi usati per questa vicenda – conclude l'assessore – e spero che a breve tutto possa essere risolto nel migliore dei modi. Il lavoro che le associazioni sportive svolgono in campo educativo, sociale e nella promozione di stili di vita sani è infatti importante e fondamentale soprattutto per i nostri giovani. A breve verrà pubblicato un nuovo bando per la concessione d'uso dell'impianto di via della Roggia e spero, dunque, in un esito positivo e in una proficua gestione dell'impianto».

    

   

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