Cronaca

"Mensa-gate": si spacca la Lega sulla qualità del servizio

Ieri, lunedì 21 giugno, si è svolta la commissione cultura e istruzione in seno al Consiglio comunale di Udine: la capogruppo della Lega Lorenza Ioan ha affondato il colpo contro il servizio di refezione scolastica

Dopo l'ultima commissione cultura dedicata al tema della refezione scolastica, in cui sembrava che la situazione nel complesso fosse migliorata, nelle settimane successive sono emerse nuove problematiche denunciate da genitori rappresentanti di scuole primarie cittadine che hanno presentato un documento al sindaco e all'assessora Battaglia, in cui hanno chiesto un servizio di refezione adeguato, «che è ciò che chiede tutta la cittadinanza, lo vogliono i bambini, lo vogliono i genitori, lo vogliono i consiglieri di ogni colore politico. È quello che noi auspichiamo e desideriamo», ha commentato la presidente della commissione cultura e istruzione Elisabetta Marioni, che si è svolta ieri pomeriggio. Una seduta piuttosto accesa, dove si sono alternati gli interventi di consiglieri di maggioranza e opposizione, ma anche quelli dei tecnici che hanno il compito di monitorare la situazione delle mense scolastiche. E se da un lato tutti hanno riconosciuto l'obiettivo di avere un servizio adeguato, le posizioni della maggioranza si sono spaccate con l'intervento della capogruppo della Lega in consiglio comunale Lorenza Ioan, che ha parlato da insegnante (è maestra alla scuola primaria Alberti, proprio dove il caso-mensa è esploso mesi fa). 

«Penso che sia il momento di affrontare tutte le problematiche e non rimandarle al prossimo anno scolastico - ha dichiarato la presidente di commissione Marioni -. I nostri figli devono mangiare cibi sani, cucinati in modo corretto e in quantità adeguata e anche la presentazione vuole la sua parte. Penso che tutta la commissione voglia condividere la mia riflessione».

«Il tema della mensa  - ha dichiarato l'assessora Elisa Asia Battaglia - viene ormai affrontato mensilmente: l'obiettivo che si è posto l'ufficio è quello del miglioramento. Il capitolato è stato costruito al fine di avere un servizio qualitativamente adeguato: il lavoro dell'ufficio si è svolto sempre in questo senso: sono tanti i controlli svolti da enti terzi e dal tecnico alimentare e non è stato rilevato nulla di anomalo o che possa compromettere la salute dei bambini. Il menù è stato condiviso, è deciso e approvato dall'Azienda sanitaria e ha permesso di eliminare alcuni piatti che risultavano poco appetibili. La situazione è costantemente tenuta sotto controllo e il confronto con la ditta è continuo, non manchiamo mai di segnalare tutte le anomalie ma dai report del tecnologo alimentare - che può girare per le scuole - non abbiamo notato nulla di anomalo». 

La replica all'assessore

La puntuale replica è arrivata per bocca della rappresentante dei genitori per le mense Elena Mondini. «La commissione ha segnalato diverse cose, tra fobia davanti ai piatti e rabbia degli insegnanti. Non siamo prevenuti contro nessuno, ma le segnalazioni di disservizi sono fioccate fino all'ultimo giorno di scuola. Chiedo se è possibile vedere gli atti dei controlli fatti dai Nas, per permettere a noi commissari di capire se abbiamo svolto delle valutazioni sbagliate. In caso contrario, il mistero di questi controlli regolari che tutti citano e nessuno ha visto s'infittisce e fa sorgere il dubbio che probabilmente tutto a posto non sia. A nessun membro della commissione mensa è stata data possibilità di sapere che cosa abbia offerto realmente la ditta Ep, a parte l'aspetto economico. Ho personalmente chiesto al Comune di avere copia dell'offerta tecnica e mi è stato consegnato un documento dove per 4/5 le pagine era state coperte da omissis, come se ci fossero dei segreti industriali da tutelare. Anche in questo caso sorge il dubbio che tutto questo mistero serva in realtà a non far conoscere ai genitori di cosa avrebbero avuto diritto di ottenere e di cosa la ditta avrebbe dovuto fare. I genitori, lo ricordo, sono quelli che pagano il servizio», ha tuonato la Mondini.

Il contratto con la ditta

Per la dottoressa Silvia Sclafani, del Comune di Udine resta «importantissimo l'apporto del tecnologo alimentare, che è colui che con le sue cognizioni può sapere come si misurano le grammature e le temperature dei cibi. Avendo aumentato i pasti in tipologia C risultano di base meno graditi: abbiamo fatto le contestazioni alla ditta, ma non ci sono in questo momento i motivi per risolvere il contratto, che è un vincolo per l'amministrazione. Ci vogliono dei motivi giuridicamente sostenibili. Noi per le valutazioni ci basiamo sui report che fa il tecnologo», ha dichiarato sostanzialmente confermando che l'appalto alla ditta è al momento irremovibile. 

L'affondo della Lega

A colpire duro è però un'esponente interna al consiglio comunale e parte della maggioranza, la capogruppo della Lega Lorenza Ioan. «Faccio un'oggettiva considerazione: i controlli devono essere fatti tenendo conto che la priorità sia trovare una soluzione rapida che vada a mettere come prima necessità il benessere dei bambini, mangiare sano buono e adeguato», ha esordito la Ioan. «Io non sono solo un'esponente politica ma anche un'utente della mensa scolastica, essendo insegnante in una scuola, proprio la Alberti. Dopo la disastrosa situazione iniziale, relativamente giustificata dalla pandemia, abbiamo avuto l'illusione che la ditta avesse un interesse a migliorare. A gennaio e febbraio c'è stato in effetti un leggero miglioramento, però completamente annullato nei mesi successivi, fino all'ultimo giorno. I piatti non erano degni di una mensa scolastica: il menù non era stagionale, ma se frutta e verdura sono biologiche non possono non essere di stagione. La frutta è stata presentata in condizioni non commestibili, con mele per 3/4 marce». La Ioan poi infierisce sui metodi di cottura: «il menù era accettabile solo dal punto di vista della lettura, ma leggere verdure al vapore e poi sentire cose totalmente lessate, con certi cibi totalmente immersi nell'acqua e presentati gocciolanti, non è accettabile». La sua richiesta, a questo punto, è stata di avere «dei controlli ferrei e costanti, anche sulla coerenza tra menù scritto e presentato, e sulla stagionalità». Per la Ioan, viste le tante lamentele senza colore, giunte da destra a sinistra, «o ci siamo messi d'accordo o davvero c'è qualcosa che non va ed è giusto pretendere una maggiore attenzione dai controlli e nell'esecuzione del servizio».


 

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