Borgo Stazione, i commercianti: «Punire chi sbaglia, non chi lavora»

Federico Pirone: «Il Comune ha deciso di alzare bandiera bianca. Ordinanza indiscriminata quando si poteva emanare un divieto di somministrazione di bevande alcoliche»

 

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Con l'arrivo del freddo, la gran parte delle attività di Borgo Stazione non sarà colpita dall'ordinanza sugli orari di chiusura anticipata imposti dal sindaco Fontanini e dall'assessore alla sicurezza Ciani. Sebbene il Comune abbia previsto che da lunedì prossimo, fino al 30 dicembre 2018, le attività abbiano l'obbligo di chiudere le saracinesche entro le 23 di sera, tranne che di venerdì e sabato quando l'orario consentito sarà mezzanotte, la stragrande maggioranza degli esercenti e ristoratori intervistati oggi ha dichiarato che la "stretta sugli orari" non intaccherà poi di molto gli orari che vengono in genere svolti con l'avvicinarsi dell'inverno. I principali locali che nel quartiere accuseranno il colpo saranno grossomodo quattro o cinque, ovvero quelli che generalmente prevedevano la chiusura verso le 3, le 4 o le 5 del mattino. Ma se per Hayat Irfan, titolare dell'attività "House of Pizza e Kebab" di via Teobaldo Ciconi, la stretta sugli orari creerà un serio problema di fatturato, tutti gli altri si sono detti pronti a rispettare il regolamento, anche se - hanno precisato - non va a punire realmente chi trasgredisce, ma solamente chi lavora. 

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Pirone: "Recuperare immagine positiva"

Sull'argomento è intervenuto anche Federico Pirone, capogruppo della lista Progetto Innovare. «Posto che il diritto alla sicurezza è un bene di tutti e che la situazione nel quartiere delle Magnolie merita attenzione — spiega il consigliere dell'opposizione — , le misure contenute nell'ordinanza del sindaco comunicano che l'amministrazione ha deciso di alzare bandiera bianca nel quartiere di Borgo stazione». «Nell'incapacità di gestire i problemi della città - aggiunge - , la soluzione di un'ordinanza così indiscriminata ha il “merito” di punire tutti, anche coloro che lavorano nel pieno rispetto della legalità e che, se supportati, possono aiutare quel quartiere, in una collaborazione con i residenti, a recuperare un'immagine positiva».

Ordinanza anti-alcol

Ecco, allora, cosa avrebbe dovuto fare l'amministrazione secondo il pensiero di Pirone:  «Se si è accertata negli ultimi mesi, come segnala anche la Questura, “una frequenza maggiore di accadimenti, che pur non configurando fattispecie di reato, minano il quieto vivere ed il diritto al riposo dei residenti e ai quali non sono estranei gli avventori dei numerosi esercizi pubblici e commerciali che sono presenti nell’area”, siamo dell'idea che il sindaco debba farsi carico di richiedere più controlli da parte delle forze dell'ordine in maniera da scoraggiare ancora di più comportamenti lesivi della quiete pubblica, o di emanare un'ordinanza che vieti la somministrazione di alcolici dopo una certa ora, senza dimenticare di sostenere in maniera importante campagne di prevenzione all'abuso di alcol e sostanze, con particolare attenzione ai giovani».

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