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Il luogo dove si è scatenata la rissa, in via Vittorio Veneto

Il luogo dove si è scatenata la rissa, in via Vittorio Veneto

«Siamo in centro ma ci sentiamo abbandonati», le reazioni dopo la rissa in via Vittorio Veneto

Calci e pugni per strada tra dieci persone: i commercianti di via Vittorio Veneto chiedono più attenzione e controlli in quella zona di Udine

«Mi è venuto inmente un solo episodio in cui le persone hanno litigato prendendosi poi a pugni, una decina di giorni fa, qui davanti. Onestamente, quando vivi e stai in un posto che è considerato "centro storico" la percezione è di essere sicuri, per quasto siamo rimasti a bocca aperta per quanto successo». Paolo La Martina è il titolare dell'edicola-cartoleria di via Vittorio Veneto, davanti la quale si è scatenata ieri la violenta rissa che ha coinvolto una decina di persone, intorno alle 16.40 del pomeriggio. Scena ripresa da diverse persone, i cui video hanno fatto rapidamente il giro del web scatenando le reazioni di cittadini e istituzioni. 

Le testimonianze

«Sicuramente questo è un evento sporadico, o almeno ci auguriamo che sia così - continua La Martina - ma se ci fosse qualche pattuglia in più e magari che intervenga più velocemente saremmo più tranquilli. Siamo vicini alla Prefettura e all'ufficio postale, mi aspettavo un intervento più tempestivo, solo questo».
Un'identica richiesta di maggiori controlli arriva da Alexandra Badea, titolare del bar Antica Colonna, in via Vittorio Veneto 53. «Ero qui in bar e ho avuto paura - racconta -. Non è stato niente di grave per noi ma quando hanno preso la locandina dell'edicola io e i miei clienti abbiamo avuto paura che queste persone potessero prendere altre cose e che spaccare tutto. A parte questo episodio, mi rendo sempre più conto che anche se ci consideriamo in centro questa è una zona abbandonata perché dopo le 18, quando i locali chiudono, non c'è nessuno che controlla. Trovavo spesso il mio dehor preso a calci, con le sedie e il plexiglas spostato e le piante buttate a terra: c'è gente che vuole fare del male ed è libera di farlo perché nessuno controlla, non saprei che altro chiedere se non più pattuglie anche qui». 

Le reazioni della politica

Il movimento "Io Amo Udine", dell'ex candidato sindaco Stefano Salmè si scaglia contro la gestione del tema sicurezza della giunta Fontanini. "Nonostante l’enorme quantità di denaro dei contribuenti spesi per l’aumento dell’organico della nostra Polizia Locale e per dotarla di spray urticante, manganelli estensibili, auto nuove, moto fiammanti, oltre ovviamente agli immancabili impianti di video-sorveglianza, l’unico vero risultato ottenuto è stata una collezione di “photo opportunity” dell’assessore, buona certamente per la propaganda ma poco utile ai cittadini. Il sindaco Fontanini e l’assessore Ciani sono riusciti nel poco invidiabile risultato di fare peggio della precedente giunta di sinistra. Considerato che il mandato amministrativo scade tra due anni, il sindaco abbia almeno la lucidità di emettere un “Daspo” politico al suo assessore, revocandogli le deleghe per manifesta incapacità di assolvere il suo compito".

A livello regionale, il consigliere leghista Elia Miani chiede addirittura l'intervento della ministra Lamoregese. "Evidentemente, serve un veloce cambio di passo rispetto alle politiche di porti aperti e confini spalancati - aggiunge l'esponente del Carroccio - con cui il precedente Governo affrontava la tematica dell'immigrazione. Mi auguro che il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, prenda atto della difficile situazione e agisca per non lasciare le nostre città in ostaggio di loschi figuri che si comportano come se non esistessero leggi e regole".

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