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Gli udinesi non si lamentino per il passaggio del treno vicino casa

Questa è l'opinione diffusa dal Comitato pendolari Alto Friuli in un comunicato stampa, in relazione alla manifestazione di protesta contro l'attuale linea di passaggio dei convogli

Il Comitato pendolari Alto Friuli si oppone a quanto emerso dalla manifestazione organizzata ieri a Udine, e ne spiega le ragioni con un comunicato. Il testo a seguire.

Ieri si è tenuta la “marcia sui binari” promossa dal Comitato Anti-Treno, il quale ha richiesto che entro 6 mesi venga firmato un protocollo d’intesa con RFI per giungere entro 5 anni alla dismissione totale della tratta ferroviaria da Bivio Vat alla stazione di Udine.

Non nascondiamo che il problema esista, ma le persone che oggi protestano non vivono lì da ieri mattina, ma da decenni e alcuni di loro hanno persino costruito richiedendo l’edificabilità dei terreni vicino alla ferrovia, in deroga alla cosiddetta fascia di rispetto, mentre altri hanno acquistato immobili (a prezzi da saldo) con la consapevolezza dell’esistenza della ferrovia.

Con queste premesse c’è poco da lamentarsi; poi ci sono gli irresponsabili che fanno dell’inutile allarmismo, tirando in ballo la strage di Viareggio, non sapendo che con le nuove normative in materia di sicurezza è più pericoloso un’autocisterna che transita lungo Via Cividale che un treno !

Strano questo Paese, dove ci sono persone che lottano per riaprire una linea ferroviaria (Gemona-Sacile), mentre altri vorrebbero chiuderne una, perché da fastidio! Siamo contrari alla protesta e alle proposte del Comitato Anti-Treno perché strumentali e nate unicamente per fini elettorali di taluni, quasi che qualcuno solo ora abbia scoperto che Udine risulta divisa in due dalla ferrovia …

Non vogliamo scatenare una “guerra fra poveri”, ma al contrario di altri noi non siamo strumentalizzati e cerchiamo di ragionare a 360°!
Tutti concordano che per l’eliminazione del traffico pesante è necessario far viaggiare il più possibile le merci via ferrovia … ma se poi i treni passano vicino a casa loro, allora diventano pericolosi e allora sono meglio i camion.

La ferrovia Pontebbana è una moderna linea ad alta capacità, potenzialmente in grado di far transitare 220 treni al giorno: oggi ampiamente sottoutilizzata (solo al 40%), nonostante sia costata oltre 1.000 miliardi di vecchie lire.

Pare evidente che la protesta dei residenti di Udine Est risulti strumentale, soprattutto per l’Amministrazione udinese, che cerca ora di farsi bella, e che nulla ha fatto fino ad oggi in materia ferroviaria, come dimostrato dalla pessima gestione della stazione FS.
Le proposte del Comitato Anti-Treno sono da irresponsabili, che denotano solo la completa ignoranza in materia ferroviaria, forse a causa dell’egoismo e all’ipocrisia di alcuni cittadini, a cui danno fastidio i binari, sorti prima delle loro case, nonché di alcuni Amministratori poco obiettivi e lungimiranti, interessati più alla campagna elettorale che a risolvere i problemi veri.

Se verranno accolte le richieste dei residenti non solo si rischia di non risolvere i problemi, ma si creeranno degli altri, ben peggiori.
La dismissione della linea Pontebbana tra Vat e la stazione e la sua trasformazione in ciclopista cosa comporterebbe? Quanto costerebbe la ciclopista e chi la utilizzerebbe? Serve oppure si fanno opere perché sono di moda?

La deviazione dei treni della Pontebbana lungo la linea di Cintura che conseguenze avrebbe?
-  aumento del percorso di 4km, per gran parte percorribili a soli 30km/h;
-  aumento dei tempi di percorrenza per tutti i treni, sia viaggiatori che merci;
-  si sposterebbe poi il problema del passaggio dei treni in capo ad altri (ovvero sui residenti che vivono vicino alla linea di cintura);
-  aumento dei costi del contratto di servizio fra Trenitalia e Regione FVG;
-  aumento dei pedaggi richiesti del gestore della rete RFI a carico della Regione FVG e delle Imprese ferroviarie merci;
-  aumento delle tariffe per i pendolari (per esempio Udine-Gemona corsa semplice da 3,15€ a 3,80€ e abbonamento mensile da 54,30€ a 61,95€, Pontebba-Udine corsa semplice da 6,45€ a 7,15€ e abbonamento mensile 83,15€ a 89,95€;
-  generale calo dell’attrattività, della competività e sostenibilità economica del trasporto ferroviario, sia per le merci sia per le persone
-  costo di 70 milioni di euro per lavori di adeguamento della linea di cintura.

Piuttosto che buttare dalla finestra 70 milioni di euro, ammesso e non concesso che si trovino di questi tempi, per realizzare questo progetto assurdo, riteniamo più opportuno investirli per mettere in trincea l’attuale linea.

Basterebbe realizzare i cinque sottopassi ferroviari. Quello di Santa Caterina ad esempio costerà ai cittadini 3 milioni 980 mila euro. Con questi costi, nel nostro caso invece di sperperare 70 milioni, il problema verrebbe risolto con l’investimento di “soli” 20 milioni!

La realtà è che manca una seria progettazione della mobilità in città, la quale paga da decenni l’incapacità e l’ignoranza dei suoi governanti.

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