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L'abbattimento delle magnolie in Largo dei Pecile

L'abbattimento delle magnolie in Largo dei Pecile

«Taglio degli alberi? Ennesimo esempio di una visione morta, spenta e vecchia della città»

Il Comitato Autostoppisti critica la decisione di eliminare le magnolie in Largo dei Pecile a Udine e lancia l'alternativa: «Dare spazio alle persone: allargare i marciapiedi, spostare gli alberi al posto dei parcheggi, lasciando spazio per le radici»

Nei giorni scorsi il Comune di Udine ha provveduto al taglio delle tre magnolie di Largo dei Pecile, decisione che ha trovato contrariati diversi cittadini ma anche il Comitato Autostoppisti, già attivo nelle battaglie per la mobilità sostenibile a Udine.

«Il taglio degli alberi? L’ennesimo esempio di una visione morta, spenta e vecchia della città. L’ennesimo esempio di quello che non si deve fare - sostiene Marchiol -. Sappiamo bene che in città lo spazio è finito e dunque deve essere usato al meglio. Guardando a come hanno deciso di allocare lo spazio, l’ordine di priorità del Comune è stato: 90% circa riservato alle automobili (più di metà per i parcheggi) e 10% alle persone. Gli alberi? In questa “visione” assurda di città non c’è spazio per loro anche se sono essenziali per chi vive e frequenta questi luoghi», così Ivano Marchiol, rappresentante del Comitato. 

«Noi - prosegue Marchiol - siamo convinti che si debba rivoluzionare la distribuzione degli spazi: non è possibile continuare a privilegiare una manciata di parcheggi, scegliendo di sacrificare ombra, decoro, e bellezza in pieno centro, un luogo frequentato che dovrebbe essere per le persone. Quindi - conclude Marchiol- l’unica scelta possibile? Dare spazio alle persone: allargare i marciapiedi, spostare gli alberi al posto dei parcheggi, lasciando spazio per le radici».

Le alternative

Il Comitato autostoppisti propone dunque delle alternative alla decisione della giunta Fontanini. «Si sarebbe creata un’area amica dei pedoni e con tutti i benefici di un viale alberato e con la stessa possibilità di passaggio in auto e di conservazione dei posteggi dall’altro lato della strada (su cui in un posto del genere in realtà ci sarebbe molto da dire). Anche tutti i negozi della zona ne avrebbero guadagnato molto di più, piuttosto che avere dieci posti auto a ridosso di un marciapiede microscopico e spoglio».
«Questo è quello che intendiamo quando diciamo “Persone Non Automobili” o quando, come nella nostra manifestazione di un anno fa, diciamo “Scegliamo come usare il nostro spazio urbano!”. Perché si tratta proprio di una scelta. Di come scegliamo di pensare e di costruire la nostra città. Per noi, non come vediamo in foto ma come in tutte le proposte che abbiamo avanzato a tutti i livelli, senza però alcun riscontro serio da parte dell’amministrazione».

«Oggi siamo arrivati al punto in cui i cittadini segnalano ormai al Comitato e non al Comune perché disillusi dalla (non) politica. Di certo noi non ci fermiamo perché noi qui ci viviamo e ci lavoriamo e ci serve una nuova Udine a partire da ieri. Quello che non ci servono sono questo tipo di interventi o i continui vuoti proclami ai giornali che, a ben vedere, oggi hanno tanto l’aria di una excusatio non petita», conclude Ivano Marchiol.

La posizione del Comune

A difendere la decisione della giunta comunale è il consigliere di Forza Italia Giovanni Govetto. «Noi abbiamo parlato di PEBA e di città a misura di tutti. I marciapiedi pieni di radici o con misure che non consentono il passaggio di tutti mal si conciliano con la garanzia di sicurezza che dobbiamo fornire alle categorie più fragili, come anziani e persone diversamente abili. Chi critica si decida: non si può da un lato volere una città a misura di tutti e d’altra parte ignorare il problema delle radici e dell fruibilità dei marciapiedi».

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