Recuperati sotto la tempesta i due alpinisti bloccati sulle Dolomiti Friulane

Tratti in salvo sotto le saette e la grandine i due alpinisti di Pordenone rimasti bloccati sulla Torre di Forcella Cimoliana. Il soccorso è stato effettuato ieri pomeriggio dagli uomini del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico

Salvi i due alpinisti di Pordenone, D. P. 34 anni e L. C.28 anni, esperti conoscitori della zona che purtroppo ieri pomeriggio durante una scalata hanno avuto la sfortuna di vedere la loro corda rimanere incastrata (evento possibile nelle calate lunghe) al di sopra di uno strapiombo e impossibilitati nel suo recupero. L'operazione, condotta con estreme difficoltà visto il maltempo dagli uomini della Cnsas della Valcellina, si è conclusa dopo ore a buon fine. "Abbiamo provato a lungo prima di desistere e decidere di chiamare i soccorsi - ha commentato uno dei due scalatori - . I soccorritori sono stati eccezionali. Grande sangue freddo e professionalità. Grazie di cuore."

L'operazione di recupero

Non è stato un intervento semplice, anzi, dev'essere stato uno fra i più difficili fra quelli effettuati negli ultimi mesi, perchè compiuto sotto la pioggia, i fulmini e la grandine. Chi seguiva le operazioni da terra, dalla Stazione del CNSAS della Valcellina, ha vissuto ore di apprensione notando il progressivo peggioramento del tempo in quota che si stava sviluppando sulla parete.

I soccorritori prima hanno sbloccato le corde dei due alpinisti, poi si sono calati lungo le stesse in un percorso che alternava rocce appoggiate e strapiombi. Una volta raggiunti i due alpinisti su un terrazzino aereo, a cento metri da terra, carichi di attrezzatura metallica e sotto i colpi della grandine hanno comunque proseguito la discesa, per non raffreddarsi, con una seconda calata di sessanta metri, fino poi a raggiungere il terreno, sempre sotto il temporale. Mancando visibilità l'elicottero della Protezione Civile non poteva ritornare a prenderli subito e così il gruppo ha proseguito a piedi lungo le ghiaie fino al Bivacco Perugini, sotto il famoso Campanile di Val Montanaia. Lì hanno potuto attendere una schiarita ed imbarcarsi sul velivolo che li ha scaricati al Rifugio Pordenone.

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