Da un mese vive nel parcheggio della piscina

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Solidarietà Nazionale, Associazione di volontariato per italiani sostenuta dal Movimento Politico Forza Nuova, lancia un nuovo appello per una persona in difficoltà. Dopo il caso dell'uomo che viveva in auto, cui i volontari dell'Associazione hanno trovato un alloggio temporaneo, ora è il turno di Davide Obinu, 41enne, disoccupato da tre anni che da un mese vive in auto nel parcheggio della piscina di Feletto Umberto. Davide, dopo aver abbandonato l'abitazione in cui viveva con la madre per problematiche famigliari, si è "trasferito" nel parcheggio con regolare

permesso di Amministrazione e forze dell’ordine. Grazie alla disponibilità di due famiglie riesce a procurarsi da mangiare e ad ovviare alla pulizia personale, ma nel comune di Tavagnacco le graduatorie per le case popolari saranno aggiornate soltanto tra due anni.

Davide chiede aiuto, e per bocca di Simone Mestroni, responsabile di Forza Nuova, esprime la sua rabbia: " Siamo alle solite: un italiano vive in auto mentre molti migranti arrivati qui l' altro giorno dormono negli hotel. Ora però, la situazione sta iniziando a sfuggire di mano allo Stato e a dircelo sono i sempre piu diffusi casi di accampamenti ed occupazioni abusive di stabili dismessi. In Friuli possiamo citare l’episodio dei profughi afghani che stazionano nell' ex Centro islamico di Via del Vascello, od ancora gli oltre settanta migranti di nazionalità varia che bivaccano sul greto all' Isonzo nel goriziano. La situazione socio-economica dei Comuni e del paese cozzano violentemente contro l' ideale xenofilo di apertura indiscriminata all' immigrazione. E' una situazione, che se si prolungherà nel tempo, porterà presto a lotte tra poveri inevitabili. Davide non chiede molto, solamente un tetto sotto il quale vivere dignitosamente, come dovrebbe essere garantito dalla Costituzione. Ecco quindi che rivolgiamo l’appello al buon senso comune: sosteniamo la causa di Davide e chiunque sia in grado di dargli una mano si faccia avanti. E' tempo di unirsi non di dividersi”.

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