Le donne al tempo del coronavirus, la Cisl lancia il progetto #leparolecontano

Cisl Fvg: “Ancora lontani dalla parità di genere: lavorare assieme, uomini e donne”

Il coronavirus di fatto sta portando ancora più in evidenza il problema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, che, anche in Friuli Venezia Giulia, continua a penalizzare fortemente le donne. 

Alla vigilia dell’8 marzo, la Cisl con il suo Coordinamento donne lancia la sfida: creare un asse per superare i gap ancora esistenti, lavorando assieme, uomini e donne, su quella cultura di genere purtroppo ancora marginale se, alla luce anche dei più recenti sondaggi, solo il 26% delle donne del NordEst ritiene l’uguaglianza come un obiettivo raggiunto.

I numeri

“Le difficoltà alimentate dal coronavirus, nella gestione dei figli fuori scuola e asilo e degli anziani, sono quelle, seppur aggravate, che vivono quotidianamente le donne, schiacciate tra due fronti e senza l’aiuto di strumenti sufficienti” – commentano per la Cisl e il Coordinamento, Claudia Sacilotto e Luciana Fabbro. Oltre agli strumenti, però, manca anche una profonda cultura diffusa, capace di riconoscere il valore, soprattutto nel contesto lavorativo, della donna e tale da rendere l’uguaglianza tra uomini e donne, anche nella ripartizione dei carichi familiari, un fatto compiuto. Banalmente, secondo le ultime rilevazioni disponibili, otto donne su dieci trascorrono almeno un’ora al giorno cucinando e facendo i lavori di casa, mentre gli uomini che fanno lo stesso sono solo due su dieci. Senza contare tutte le note disuguaglianze, se non discriminazioni legate al lavoro: 33% di part time femminile a fronte del 9% maschile, tasso di occupazione al 53% contro il 73% degli uomini, difficoltà di accesso alle cariche apicali e a determinati settori come quello scientifico, a parità di competenze e livello di istruzione, retribuzioni per le donne mediamente più base del 18%.

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La sfida

Ecco allora che il Coordinamento Donne della Cisl lancia la sfida, racchiusa in un progetto che si svilupperà da qui a fine anno: lavorare, attraverso focus group mirati e la partecipazione di uomini e donne di differente età, provenienza, professione, sul valore delle parole, come strumento per superare pregiudizi e stereotipi. Parole chiave per aprire alle donne le porte di una reale parità. Quattro le aree tematiche individuate e su cui si concentreranno i focus group, articolati su tutto il territorio regionale: la conciliazione, intesa come i tempi delle città, la contrattazione all’interno dei luoghi di lavoro, i nuovi linguaggi giovanili e i social networks, la salute di genere. “Abbiamo definito questi temi – spiegano Sacilotto e Fabbro – per arrivare, attraverso di essi, ad elaborare un vero e proprio vocabolario nuovo, per definire, attraverso il confronto con persone differenti esperte di vita quotidiana, i contorni delle criticità e realizzare un protocollo condiviso di azioni e strumenti necessari a superare i gap che individueremo”. L’obiettivo è quello di raccogliere voci diverse, anche diverse da quelle del Sindacato, registrare esperienze da condividere e costruire assieme quel percorso di uguaglianza e rispetto che passa anche attraverso le parole e da esse si traduce in azioni concrete e cultura diffusa. 

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