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Solidarietà

Da Udine partiti cinque furgoni pieni di medicinali fino in terra ucraina

La raccolta, organizzata da Marco Peronio e dalla moglie nella loro abitazione, ha avuto un successo inatteso. Le medicine sono state consegnate direttamente nella città di Uzhorod

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Marco Peronio che ci racconta come sono andate le cose in merito alla raccolta umanitaria per l'Ucraina organizzata nella loro abitazione in supporto dell’iniziativa di Yuliya Mkheidze, in collaborazione con il medico di Venezia Michele Alzetta, dirigente di pronto soccorso.

Apre le porte di casa per una raccolta di medicinali pro Ucraina

Cinque furgoni! Mai avremmo pensato di poter portare una così grande quantità di aiuti in farmaci, medicamenti e alimenti per bambini ai nostri amici di Uzhorod in Ucraina. Eppure, è quanto è successo: una piccola raccolta di farmaci tra amici per rispondere all’appello della dott.ssa Rinna Konar di un piccolo ospedale della Transcarpazia sommerso dalle urgenze determinate dalla guerra si è trasformata in un movimento … di popolo. Tantissime persone, per lo più sconosciute, o, meglio, nuovi amici, si sono presentate alle porte di casa nostra col loro contributo. Dalla badante ucraina desiderosa di inviare qualcosa alla sua gente, a persone della Carnia che portavano quanto raccolto nella loro zona in modo totalmente spontaneo, fino agli abitanti del nostro quartiere che si sono adoperati nel confezionamento e preparazione dei pacchi assieme alle nostre figlie e a tanti amici. Ogni giorno da lunedì si concludeva con l’evidenza che … serviva un altro furgone e un altro autista. Così venerdì scorso, raccolto anche l’ingente quantitativo fornito dalle famiglie del Bearzi siamo partiti con 5 furgoni per trasportare circa 7000 kg di aiuti. L’idea iniziale di arrivare al confine ucraino-ungherese attendendo lì l’arrivo degli amici ucraini si è rivelata inadeguata, data l’entità del carico e così abbiamo dovuto organizzarci, durante il viaggio, per passare la frontiera ed arrivare direttamente a Uzhorod. Decisivo in questo è stato l’aiuto del console ucraino in Ungheria che ci ha fornito i lasciapassare. Poi l’accoglienza è stata commovente: arrivati alle 3.30 di notte ci avevano preparato una ‘cena’ (o era colazione …) a base di prodotti tipici, aprendoci le porte di casa. Abbiamo consegnato tutto in buone mani e, quasi paradossalmente in un paese in guerra, in tarda mattinata siamo stati condotti a visitare la città e in particolare il suo splendido duomo. È stata una visita importante perché ha reso evidente che non siamo ‘spedizionieri’, ma amici venuti da lontano, certamente per portare preziosi aiuti materiali, ma soprattutto per far sentire l’abbraccio nostro e di questo ‘popolo’ silenzioso che si è mosso, come spesso avvenuto nella nostra storia, dando il meglio nelle situazioni più tristi. Grazie a tutti, veramente tutti per quanto fatto e anche a questo giornale per aver contribuito a diffondere la notizia. Siamo rientrati domenica in nottata con delle profughe che ci sono state affidate perché possano trovare riparo in Italia. Adesso capiremo come continuare e come assecondare quanto la Provvidenza sta facendo accadere e le tante disponibilità raccolte, con l’auspicio che la guerra finisca presto e questa nuova amicizia non finisca mai. 

Raccolta medicinali a Udine in casa di Marco Peronio: riempiti cinque furgoni con consegna diretta in Ucraina

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