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Il campo degli aborti: al cimitero di San Vito a Udine le croci anonime dei bambini non nati

L'Azienda sanitaria "nel rispetto della normativa e guidata da un senso di “pietas” e rispetto di morale comune", chiede il seppellimento dei prodotti abortivi oltre il 90esimo giorno di gestazione

Il caso del cimitero dei feti seppelliti con i nomi delle donne che si erano sottoposte ad aborto era esploso a ottobre dello scorso anno: a Roma una donna che aveva affrontato un'interruzione volontaria di gravidanza, aveva trovato una croce con il suo nome. La tomba corrispondeva però al feto e lei aveva denunciato il fatto – gravissimo – perché nessuno le aveva chiesto il permesso. Nel cimitero di Udine, prima del campo riservato ai bambini, esiste un "campo aborti", dove tante croci anonime, con solo la croce di legno e la targa con la data, trovano spazio una al fianco delle altre. Abbiamo chiesto informazioni al custode del cimitero, impiegato comunale. Risposte un po' confuse ci hanno restituito meno ordine di prima («c'è un registro delle madri», «probabilmente non serve il consenso») tanto da spingerci a capire come funziona la pratica per il cimitero di San Vito. 

Come funziona in Italia 

In Italia, un regolamento di polizia mortuaria stabilisce le procedure in caso di sepoltura di feti e embrioni. Il regolamento afferma che, indipendentemente dall’età gestazionale, la sepoltura è sempre possibile: ma se la libertà di chi la sceglie è dunque garantita, nei fatti non sono tutelate la libertà e la volontà di chi la sepoltura non la vuole. In alcuni casi, regioni e amministrazioni comunali hanno approvato regolamenti che di fatto superano la norma nazionale. In altri casi, comuni o aziende ospedaliere consentono a terzi – spesso associazioni – di procedere con le sepolture e i relativi riti di accompagnamento, anche all’insaputa delle donne che hanno abortito.

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Come funziona a Udine

La materia, per il cimitero di Udine, è regolata dal DPR 285 del 1990, Regolamento Polizia Mortuaria del Comune di Udine, Circolare del Ministro della Sanità 16-3-1988 500.2/4/270, procedura Aziendale “Gestione della patologia feto-placentare”. Dopo aver contattato i servizi cimiteriali del Comune di Udine, su suggerimento del custode del cimitero di San Vito, la palla è passata in mano all'Azienda sanitaria. Uno dei tecnici comunali, infatti, ha dichiarato che a trovare sepoltura possono essere tutti i prodotti abortivi, anche senza consenso delle donne. Essendo questo un fatto gravissimo, abbiamo approfondito con una seconda telefonata, dove ci è stato consigliato di chiamare l'Azienda sanitaria, «perché noi facciamo quello che ci dicono loro» e alla domanda se fosse possibile che le sepolture avvenissero all'insaputa delle donne, quest'opzione è stata scartata. 

Un po' confusi abbiamo chiamato la direzione sanitaria dell'Asufc che, gentilissimi, ci hanno consigliato di inviare una mail, perché in tempo di covid sarebbe stato difficile mettere insieme tutte le informazioni. Dopo un mese e alcuni solleciti, finalmente è arrivata la risposta.

«Preliminarmente si segnala che il destino dei prodotti abortivi è differente in base all’età gestazionale e nel rispetto della volontà espressa dall’avente diritto». Una prima frase che fuga ogni dubbio: nulla viene fatto senza consenso

I prodotti abortivi entro i 90 giorni di gestazione sia da aborto spontaneo che da L. 194  vengono sottoposti ad esame anatomo-patologico che di fatto ne comporta la distruzione; vengono poi avviati allo smaltimento come “rifiuto speciale”.

I restanti prodotti abortivi, macroscopicamente riconoscibili come feti umani, possono essere sepolti su richiesta dell’avente diritto con spese a suo carico oppure, in alternativa, affidati alla Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale.

Come agisce Asufc

Questa Azienda, in considerazione della particolare situazione, ha deciso di ampliare a una settimana il tempo per far prendere una decisione (la norma fissa tale tempo in 24 ore) che viene annotata su apposito modulo sottoscritto.

L’ASUFC, nel rispetto della normativa e guidata da un senso di “pietas” e rispetto di morale comune, ne chiede il seppellimento negli appositi spazi concessi gratuitamente (come tutto il servizio) dal Comune di Udine presso il cimitero “ S. Vito” .

Il seppellimento avviene nel rispetto delle norme sulla privacy in quanto le tombe sono prive di nomi o date di nascita; presentano solo un identificativo alfa numerico progressivo.

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