Le linee guida anti Covid impediscono la riapertura del cat café di Martignacco

Il bar "Di Cane in Gatto" aveva aperto quattro anni fa: le nuove norme sull'igienizzazione impediranno alla titolare di riaprire lunedì 18 e senza fondi il bar resterà chiuso per sempre

L'interno del cat café di Martignacco

«Abbiamo i divani che non sono sanificabili, i gatti che per ovvi motivi non sono sanificabili e le finestre non possono restare aperte... Un cat café senza gatti non è più un cat cafe. Non poter aprire lunedì per questi motivi significa attendere meno restrizioni ma allo stesso tempo significa collasso economico». L'appello della titolare del bar "Di cane in gatto " di Martignacco, Loredana Barrichello, è inequivocabile. 

«Le linee guida parlano chiaro: nei locali non possono esserci divani e poltrone, inoltre abbiamo grossi problemi con l'arieggiamento: abbiamo sistemi di condizionamento che non possiamo più usare e dovremmo aprire le finestre, ma in questo modo i gatti scapperebbero. Dovremmo quindi modificarle con delle griglie e non zanzariere semplici perché i gatti le rompono. Inoltre c'è il disagio della doppia porta che non rispetta la metratura della non vicinanza: dovremmo fare delle modifiche costose». Nel bar che centinaia di friulani hanno cominciato ad amare proprio per la sua particolarità di ospitare gatti in un ambiente a loro confortevole, non c'è niente che al momento vada bene. 

I gatti in adozione

«Sicuramente non riapriremo lunedì e già così siamo in grande difficoltà: in questi due mesi abbiamo dovuto dar via gli 8 gatti che erano qui. Erano animali scelti proprio perché predisposti al contatto umano e la pet therapy, quindi senza le persone intorno erano in grande sofferenza e per fortuna siamo riusciti a trovargli delle famiglie che si stanno prendendo cura di loro». Attraverso l'attività del bar, in questi anni è stata trovata una casa a oltre 1000 gatti e 100 cani. E ora pare che proprio per la loro presenza questo posto è destinato a chiudere. 

«Benché sia riconosciuto che il gatto non è portatore di malattia, per la Asl è assimilato a un oggetto in movimento, perché i clienti lo accarezzano. Il veterinario dell'Asl ci ha suggerito delle soluzioni per chiuderli, ma non è benessere animale e oltretutto dovrei tenere separare i gatti dalle persone e non sarebbe più un bar come lo abbiamo sempre pensato».

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Le soluzioni

L'affetto intorno a questo locale e alle sue attività è sempre stato molto, quindi la titolare ha pensato a una raccolta fondi che permetta la ristrutturazione necessaria del bar per poterlo aprire secondo le attuali regole sanitarie. «C'è stata una risposta enorme dalla clientela: lanceremo una raccolta fondi e poi valuteremo il da farsi. Un'idea è di tenere comunque delle mamme gatte con i gattini che sono state abbandonate e che comunque non possono essere toccate finché ci sono i cuccioli, in modo che rimanga la convivenza tra clienti e animali. Possiamo fare qualcosa solo se abbiamo il supporto delle persone, del Comune, dell'Asl e della Regione... io mi impegnerò per farlo, abbiamo fatto adottare tanti animali e sensibilizzato tante persone: io voglio continuare ma non so sarà possibile».

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