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Chiusura del BarLume, il titolare: stiamo pensando di abbandonare il centro

In questi giorni si capirà il destino del noto locale che, come decisione estrema, potrebbe decidere di trasferirsi una volta ricevuto il permesso per riaprire

Si avviano oggi le consultazioni legali intorno al caso "BarLume", il locale chiuso venerdì pomeriggio in centro a Udine per disturbo della quiete pubblica. La faccenda ha acceso una discussione intorno all'annoso tema dell'animazione del centro storico di Udine, che da una parte lo vede svuotarsi di attività e residenti, dall'altro lo vede resistere con le poche manifestazioni rimaste.

Il titolare del BarLume

Dopo i sigilli al locale, sottoposto a sequestro per disturbo della quiete pubblica a causa del volume della musica diffusa e del comportamento non sempre consono di alcuni avventori, il titolare Matteo Comelli si è immediatamente rivolto a un legale per risolvere la questione. 

«Al momento va bene ma non benissimo. Nel senso che l'azienda sana senza debiti e la chiusura non dovrebbe creare troppi problemi se non quello del mancato incasso, che non sarà comunque poco. Questo periodo di fine agosto è uno dei periodi più utili per fare cassa e quindi tenere chiuso in questi giorni ci costerà parecchio».

Ma come già sottolineato, il problema principale pare non essere la chiusura temporanea del locale, arrivata dopo una serie di esposti dei residenti di via Sarpi a partire da aprile 2018, quando la situazione in generale del centro di Udine.

«La cosa che mi preoccupa di maggiormente è che se un domani riapro e la situazione non cambia, è possibile che poi torneranno a chiudermi il locale. Stiamo quindi pensando a cosa fare e una delle ipotesi è quella di andare via dal centro. Se le condizioni sono queste, diventa difficile mantenere un'attività così».

Lo sfogo

«Il nostro è un lavoro normale e, tra l'altro, il BarLume è uno dei locali più tranquilli di Udine. Eppure è difficile portare avanti la nostra attività a condizioni così resrittive. Io devo pensare anche ai miei dipendenti, al momento tre con contratto a tempo indeterminato, e ai collaboratori a chiamata per i periodi più intensi. Dobbiamo poter avere delle condizioni per lavorare serenamente». E dopodomani "I Mercoledì dei Sarpi" andrà in scena per la prima volta con la porta del BarLume chiusa, ma Comelli assicura che «qualcosa ci inventeremo».

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