Coronavirus, sette imprese su dieci del terziario hanno chiuso

Da Pozzo (Confcommercio Fvg):"Serve un assestamento di bilancio straordinario in Regione"

Sette imprese su dieci del commercio, dell'alloggio e della ristorazione della regione sono chiuse, si tratta di 20mila in totale.

La crisi

Oltre alla chiusura obbligatoria delle serrande e ai fatturati azzerati, rientra nella crisi legata all'emergenza sanitaria anche l'impossibilità di prevedere quando si uscirà dalla paralisi cui è costretto il terziario, paralisi causata dalle norme nazionali approvate per fronteggiare la diffusione del contagio da coronavirus.

I numeri

Confcommercio Fvg informa che il commercio in regione conta 12.577 aziende chiuse: il dettaglio parla di 6.884 attività di commercio all’ingrosso, 5.362 di commercio al dettaglio, 331 di commercio e riparazione autoveicoli. Ce ne sono poi 584 del settore ricettività e 7.210 della ristorazione. Il totale è imponente: 20.371 chiusure, di cui 9.550 a Udine, 5.243 a Pordenone, 3.375 a Trieste, 2.203 a Gorizia.

Il presidente

"Siamo a oltre il 70%commenta il presidente regionale di Confcommercio Fvg Giovanni Da Pozzo –. Sono le imprese chiuse da ormai due settimane, cui vanno aggiunte le tante dell’artigianato di servizio e quelle inserite nel Dpcm firmato dal governo domenica sera. È uno spaccato impressionante di attività impossibilitate a lavorare e quindi ad avere anche un minimo ricavo. I danni al sistema economico sono ingentissimi".

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Le richieste

Servono dunque "sforzi straordinari, al di fuori dei canali della normalità da parte dell’Europa, dello Stato e della Regione. Il primo problema da affrontare è quello della necessità di liquidità per le piccole e medie imprese. In assenza di risposte concrete, una grande parte del Paese rischierà di entrare in un loop negativo che si trasferirà dal terziario al manifatturiero". Nell’immediato, prosegue Da Pozzo, "va anche risolto il nodo della cassa integrazione in deroga ben oltre i mesi di marzo e aprile. La tenuta del sistema deve necessariamente passare anche attraverso le garanzie sull’occupazione". La Regione, conclude il presidente di Confcommercio Fvg, "è intervenuta con misure significative a favore delle attività produttive, ma è nel bilancio più generale che si deve ora agire. Serve una manovra di assestamento straordinaria, che scavalchi i parametri tradizionali. Altrimenti, il comparto economico nella sua ampiezza non reggerà".

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